In data 3 Ottobre 2025 il Presidente della Regione Sicilia Renato Schifani ha approvato un piano per lo sviluppo della regione di ben 1,3 miliardi di Euro. Cifre importanti, certo, ma che sicuramente non riusciranno in prima battuta a sopperire alle numerose problematiche del territorio.
Il popolo chiama, la politica risponde. È questo il senso che si vuole dare a questa manovra, anche se i dubbi sono ancora molti. Proprio così, perché in un territorio problematico come la Sicilia, ma come qualsiasi regione del Meridione, non basta solo un esborso di denaro, per quanto importante, per portare un effettivo giovamento. Allora cosa serve?
Tra ponti, autostrade e consigli regionali
La Sicilia è da tempo sulla bocca di tutti i media nazionali. Diciamo che l’affaire “ponte sullo stretto” ha dato una notevole mano. La vicenda ha assunto ormai una popolarità straordinaria, tanto tra gli addetti ai lavori e i cittadini siciliani quanto tra le nuove generazioni che si informano e interagiscono sempre più attraverso ambienti digitali. Oggi l’attenzione pubblica si distribuisce su molteplici piattaforme, tra informazione, servizi online e intrattenimento.
Anche format come Plinko+ al casino italiano, inseriti in ecosistemi digitali regolamentati e tecnologicamente strutturati, evidenziano come semplicità d’accesso, architettura chiara dell’interfaccia e immediatezza operativa siano diventati standard consolidati nell’esperienza online contemporanea. Non è una questione di contenuto, ma di progettazione: ambienti digitali ben costruiti riducono attriti, rendono intuitive le azioni e guidano l’utente attraverso percorsi definiti.
In questo contesto, la trasformazione digitale della Sicilia non può limitarsi allo stanziamento di fondi, ma deve tradursi nella creazione di infrastrutture e servizi pubblici progettati con la stessa attenzione all’usabilità e alla chiarezza. Solo così l’innovazione finanziata potrà generare un impatto reale e misurabile sul territorio.
Ma perché la questione del ponte sullo stretto ha avuto risonanza? Perchè l’opposizione voleva attaccare Matteo Salvini? Perchè ci sono persone che non vogliono essere ancora più vicini alla Calabria, o viceversa? Perchè ci sono persone che odiano i ponti? No.
Semplicemente perché è ben noto a tutti quanto la Sicilia abbia problemi strutturali ben più urgenti da sanare. Dalle linee ferroviaria alle autostrade. Tuttora la costa sud di questa bellissima regione è mal collegata, l’unica strada è una statale con una velocità di percorrenza di molto inferiore ad altre tratte.
Dunque non basta un semplice ponte per risolvere determinati problemi. Come non basta un semplice stanziamento di fondi pubblici per risanare una regione. Senza contare i danni che il maltempo ha causato a inizio anno. Tra l’altro danni importanti.
È fondamentale che la politica intervenga attivamente e in modo continuativo sul territorio affinché si sviluppi in maniera omogenea. Anche perché in Sicilia, non è tutto da buttare, e Palermo e Catania ne sono la dimostrazione.

Palermo e Catania
Per quanto siano solo due le città che stanno evolvendo quasi agli stessi ritmi delle compagini sulla terra ferma, è comunque una notizia positiva. Palermo e Catania stanno pian piano abbandonando le vesti di semplici città del sud e stanno lavorando affinché diventino due poli fondamentali del Meridione.
A trainare il carro sono in primis le Università, poi ci sono un’infinità di start up e piccole e medie imprese che hanno deciso di investire sul territorio. Parliamo dei business più disparati, dalla tecno finanza al turismo. Insomma in Sicilia c’è ancora gente che ci crede. Al momento solo di start up se ne contano oltre 600. I progetti sviluppati e che stanno riscuotendo maggiormente successo vanno dal classico Data science e Machine Learning a soluzioni alternative per i rifiuti organici solidi.
La presenza della politica
È fondamentale che la politica sia presente, lo abbiamo già ampiamente detto ma in che senso? Nel senso che i territori vanno salvaguardati e aiutati al di là delle proprie idee politiche e dalle direzioni di partito. Soprattutto non va elogiato esclusivamente chi vince, ma capito anche chi perde. Non bisogna contestare chi vota in maniera contraria, ma ascoltarlo e valutare la soluzione migliore.
Di certo non quello che sta accadendo in questi giorni dopo la bocciatura della riforma degli Enti Locali. Una misura che avrebbe comportato la digitalizzazione degli archivi degli uffici tecnici comunali che si occupano di urbanistica, sulla cui utilità noi non entriamo nel merito. Ebbene seppur questo provvedimento era voluto dalla maggioranza di governo, non si è raggiunta l’unanimità. Anzi c’è stato un solo sì a dispetto di 33 no.
Le prospettive per il futuro
E adesso? Adesso è caccia ai traditori, a coloro che non hanno assecondato il partito. Sono queste le cose vanno migliorate sul territorio siciliano. Una politica unita anche se con pensieri e ideali diversi. Non un esborso economico, per quanto grande, che alla fine senza un’idea chiara rischia di essere solo sprecato.

