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Sicilia, mafia: undicenne ucciso nell’Agrigentino,”23 anni senza verità”

Redazione

Sicilia, mafia: undicenne ucciso nell’Agrigentino,”23 anni senza verità”

Agi |
Gio, 21/04/2022 - 14:17

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“Chi sa, parli. Ci aiuti a fare chiarezza a ventitre’ anni dalla morte di Stefano Pompeo”. A lanciare l’appello e’ stato, questa mattina, il sindaco di Favara Antonio Palumbo che insieme all’amministrazione comunale e al presidente del Consiglio comunale Miriam Mignemi ha deposto un mazzo di fiori bianchi sulla lapide dell’undicenne che venne ucciso dalla violenza mafiosa 23 anni fa.

Una vittima innocente, frutto di un “errore” dei killer che attende pero’ ancora oggi giustizia. Il piccolo Stefano Pompeo fu assassinato nel tratto di strada che da Favara conduce al Villaggio Mose’ il 21 aprile 1999. Quella sera si trovava in auto insieme a un amico del padre, reale bersaglio dei killer che spararono al buio e lo colpirono.

Una vicenda che ancora oggi presenta molte zone oscure con mandanti ed esecutori rimasti al momento ignoti. Nell’estate 2019 la Direzione distrettuale antimafia di Palermo, seguendo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Maurizio Di Gati, ha dato nuovo impulso all’inchiesta iscrivendo tre persone nel registro degli indagati. Svolta che, pero’, non ha dato finora i frutti sperati.

“Siamo qui a ricordare – aggiunge Palumbo – questa ferita che non si rimarginera’ mai. Tenere alta l’attenzione su fatti come questi e’ importante e oggi lanciamo un appello a chiunque sappia qualcosa su questo delitto e possa oggi a distanza di 23 anni contribuire a fare piena luce. Chiunque sa, con qualsiasi mezzo lo faccia sapere agli inquirenti per contribuire a fare giustizia”. 

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