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Covid: Yale Medicine, le 5 cose da sapere sulla variante Delta

Redazione

Covid: Yale Medicine, le 5 cose da sapere sulla variante Delta

Mar, 20/07/2021 - 09:17

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La “varianteDelta” del Covid e’ la protagonista assoluta dell’attuale fase della pandemia: quando si pensava di intravvedere la fine del tunnel, in molti Paesi del mondo i contagi sono tornati a salire, mettendo in dubbio l’efficacia dei vaccini, spingendo i governi a decidere nuove misure di contenimento dei contagi dopo che erano appena iniziate le riaperture, spaventando la gente e l’economia.

Yale Medicine, l’istituto medico che fa capo alla prestigiosa Scuola di medicina dell’Universita’ americana di Yale, scrive in un articolo quali sono le principali caratteristiche del ceppo “indiano”, che in realta’ si chiama variante B.1.617.2., premettendo che sicuramente aumentera’ la diffusione della pandemia anche se pare che le persone vaccinate siano protette dal contagio.

Ecco le “cinque cose da sapere” secondo Yale Medicine 1. La varianteDelta a’ piu’ contagiosa delle altre. Originariamente apparsa in India, il primo caso risale al dicembre 2020 e il ceppo si e’ diffuso rapidamente diventando il ceppo dominante in India e Regno Unito. Anche negli Stati Uniti e in Europa sta crescendo e si avvia a diventare dominante. Se in assenza di protezioni un contagiato del Covid originario passava il virus a 2,5 persone, chi ha il Delta ne contagia fra 3,5 e 4. Ecco perche’ il virus cresce esponenzialmente e rapidamente diventando dominante.

A rischiare sono le persone non vaccinate. Preoccupano soprattutto bambini e adulti sotto i 50 anni, che negli Stati Uniti hanno 2,5 volte piu’ probabilita’ di essere contagiati dalla variante Delta, secondo quanto riferisce lo studio di Yale. “Poiche’ i gruppi di eta’ piu’ avanzata vengono vaccinati, coloro che sono piu’ giovani e non vaccinati avranno un rischio maggiore di contrarre COVID-19 con qualsiasi variante, ma Delta sembra avere un impatto maggiore” 3. Delta potrebbe portare a “focolai iperlocali”. Quante persone si contageranno con la variante Delta e quanto velocemente si diffondera’?, si chiede lo studio.

Le risposte potrebbero dipendere, in parte, da dove si vive e da quanti sono vaccinati nella propria regione. Il virus tende a saltare da un’area scarsamente vaccinata a un’altra. Quindi, invece di una pandemia di tre o quattro anni che si esaurisce una volta che un numero sufficiente di persone e’ stato vaccinato o diventa naturalmente immune, se troppe persone vengono infettate contemporaneamente in una determinata area, quel sistema sanitario locale sara’ sopraffatto. 4. C’e’ ancora molto da imparare su Delta. Le prime informazioni sulla sua gravita’ mostravano che la variante Delta aveva circa il doppio delle probabilita’ di Alpha di provocare il ricovero in ospedale in individui non vaccinati, ma altri dati hanno invece mostrato il contrario. Anche i sintomi possono essere diversi.

“Sembra che la tosse e la perdita dell’olfatto siano meno comuni. E mal di testa, mal di gola, naso che cola e febbre sono presenti in base ai sondaggi piu’ recenti nel Regno Unito, dove oltre il 90% dei casi e’ dovuto al ceppo Delta“. Un’analisi di Public Health England (in un preprint che non e’ stato ancora sottoposto a revisione paritaria) ha mostrato che almeno due dei vaccini sono efficaci contro Delta. Negli studi il vaccino Pfizer-BioNTech era efficace per l’88% contro la malattia sintomatica e per il 96% contro il ricovero da Delta, mentre Oxford-AstraZeneca (che non e’ un vaccino mRNA) era efficace per il 60% contro la malattia sintomatica e il 93% contro il ricovero. Gli studi hanno monitorato i partecipanti che erano stati completamente vaccinati con entrambe le dosi raccomandate. Anche Moderna ha riferito di studi (non ancora sottoposti a revisione paritaria) che hanno dimostrato che il suo vaccino e’ efficace contro Delta e diverse altre mutazioni (i ricercatori hanno notato solo una “modesta riduzione dei titoli neutralizzanti” contro Delta rispetto alla sua efficacia contro il virus originale).

Infine, anche Johnson & Johnson ha sostenuto che il suo vaccino e’ efficace contro la variante Delta, mostrando solo un piccolo calo di potenza rispetto alla sua efficacia contro il ceppo originale del virus. 5. La vaccinazione e’ la migliore protezione contro Delta. Se si ottiene un vaccino a due dosi come Pfizer o Moderna, ad esempio, e’ necessario ottenere entrambe le iniezioni e attendere il periodo di due settimane consigliato affinche’ abbiano pieno effetto.

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