Salute

Caltanissetta, Aiello: “Sui compensi dei revisori dei conti il M5S mente e vi spiego perché”

Redazione 2

Caltanissetta, Aiello: “Sui compensi dei revisori dei conti il M5S mente e vi spiego perché”

Mer, 28/10/2020 - 11:58

Condividi su:

Caltanissetta, Aiello: “Sui compensi dei revisori dei conti il M5S mente e vi spiego perché”

Non si placa il “ping pong” sulla vicenda dei compensi incrementati ai revisori dei conti del Comune di Caltanissetta e a farne le spese sono i cittadini.

Il Consigliere Comunale Oscar Aiello, dopo aver letto la replica diffusa anche attraverso le nostre pagine dal gruppo dei Movimento 5 Stelle, ha voluto chiarire la vicenda spiegando quanto realmente è scritto nel documento pubblico.

I tre revisori dei conti sono Salvatore Granatelli (presidente), Livio Anania e Mario Barbarotto (componenti), nominati il 18 ottobre 2018. Il bando a cui hanno partecipato prevedeva un compenso di 19,420 euro per il presidente e di 12.947 per i componenti. Ma lo stesso Consiglio approvò un emendamento con cui i compensi venivano ridotti a 8.650 euro.

Tra le righe delle due pagine della delibera comunale “incriminata”, però, si legge chiaramente che l’incremento è “facoltativo” e non “obbligatorio”. Una differenza sostanziale nel significato dei due termini.

In un momento così critico per l’economia locale il gesto è apparso, a molti cittadini e qualche consigliere, come inaccettabile. Dell’opposizione, infatti, hanno votato contro questo incremento soltanto Tilde Falcone, Gianluca Bruzzaniti, Oscar Aiello, Calogero Adornetto e Salvatore Mazza.

“Su questa vicenda sto leggendo troppe corbellerie, alcuni continuano a mentire in mala fede pur di giustificare l’aumento. Sono disposto a partecipare a qualsiasi incontro pubblico per chiarire la vicenda” ha ribadito con determinazione Oscar Aiello che, intanto, anticipa il perché questo atto non era dovuto ma, al contrario, poteva essere rimandato oppure omesso.

Il consigliere, cercando di sintetizzare con chiarezza la normativa giuridica, ha spiegato che:

“Un atto è legittimo quando è conforme a norme giuridiche, in estrema sintesi: la legge lo consente, si può fare.

Un atto è invece opportuno se è adatto alle condizioni del momento, alle necessità, se è adeguato alla circostanza.

Insomma, se è il caso di farlo…o non farlo in quel determinato momento storico.

Un atto è poi dovuto quando è obbligatorio, non c’è possibilità di scelta, va adottato…e basta!

Un atto è invece facoltativo quando c’è possibilità di scelta, si può optare tra compiere o non compiere quell’atto.

Come scritto nell’allegata Proposta di deliberazione n. 45 del 06/08/2020, era FACOLTA’ e non obbligo aumentare i compensi”.

Nello specifico si legge che “La delibera n. 14 del 27 giugno 2019, la Sezione delle autonomie della Corte dei conti, pronunciandosi sulle questioni di massima poste dalle Sezioni regionali di controllo per la Puglia e per il Molise con le deliberazioni rispettivamente n. 38/2019/QMIG e n. 70/2019/QMIG, ha enunciato i seguenti principi di diritto:

1. Alla luce dei nuovi limiti massimi e dei nuovi parametri recati dal decreto interministeriale 21 dicembre 2018, emesso di concerto tra il Ministro dell’Interno e quello dell’Economia e delle Finanza, ferma la previsione di cui al comma 7 dell’art. 241 del TUEL, è facoltà degli enti locali procedere, ai sensi degli artt. 234 e 241 del TUEL, ad un rinnovato giudizio circa l’adeguatezza dei compensi liquidati anteriormente al predetto decreto alla stregua dei limiti massimi fissati dal D.M. 20 maggio 2005 e, se del caso, provvedere ad una rideterminazione degli stessi al fine di ricondurli nei limiti di congruità e di adeguatezza, previa attenta verifica della compatibilità finanziaria e della sostenibilità dei nuovi oneri”.

“Nel caso che ci riguarda – ha concluso Aiello – l’aumento votato dal M5S è un atto legittimo (perchè non contrario a norme giuridiche), ma pur essendo legittimo è inopportuno (perchè adottato in questo momento storico di emergenza sanitaria ed economica).

Pertanto il M5S, votando l’aumento, ha compiuto un atto sì legittimo, ma inopportuno assumendosi la responsabilità di quella scelta, che non essendo obbligatoria, ma FACOLTATIVA, è stata una scelta di natura prettamente politica.

Tanto è vero che la proposta non proviene direttamente dagli Uffici, ma al Dirigente è stata chiesta dal Capo del Gruppo Consiliare del M5S con prot.74220 del 03/08/2020.

Adesso invece qualcuno del M5S sta tentando (con dolo) di scaricare la responsabilità dell’aumento sul Dirigente, quando invece sanno benissimo che sono stati i Revisori dei Conti a sollecitare l’aumento al Presidente della IV Commissione, che poi a sua volta ha coinvolto l’intero M5S”.

Lapidario, il Consigliere Aiello conclude la sua spiegazione con un dilemma che lascia interpretare al lettore: “Non so quale sia il male peggiore: se chi riveste un ruolo istituzionale come quello di Consigliere Comunale ha agito in mala fede e sta prendendo in giro i cittadini o è ignorante e non sa quel che fa”.