Salute

In Consiglio comunale la questione dei migranti al Cara: Il Governo deve “compensare” i disagi

Lino Lacagnina - La Sicilia

In Consiglio comunale la questione dei migranti al Cara: Il Governo deve “compensare” i disagi

Ven, 14/08/2020 - 09:42

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In Consiglio comunale la questione dei migranti al Cara: Il Governo deve “compensare” i disagi

I capigruppo predispongono documento unitario per chiedere la riconversione della struttura di Pian del lago ad altra funzione e salvaguardare i lavoratori

Il sindaco annuncia che la Giunta chiederà come “ristoro” che venga finanziato il restyling delle ville comunali

Quasi cinque ore di confronto per esaminare – così come era stato indicato nell’ordine del giorno del Consiglio comunale urgente e in adunanza aperta convocato per ieri mattina – la “grave situazione che investe la sanità pubblica e la sicurezza dei cittadini relativamente alla presenza di numerosi migranti nel “Cara”di Pian del lago”. Ai lavori hanno partecipato in videoconferenza 18 consiglieri su 24. Numerosi gli ospiti che hanno aderito all’invito formulato dal presidente del Consiglio facente funzioni, Gianluca Bruzzaniti. Tra questi, alcuni deputati regionali, nazionali ed europei, la direzione strategica dell’Asp (rappresentata dal dott. Benedetto Trobia), alcuni rappresentanti delle segreterie confederali, delle organizzazioni sindacali di Polizia e delle cooperative che prestano servizio all’interno del Centro governativo. Tra gli intervenuti anche il sindaco Roberto Gambino che ha avuto modo di confrontarsi con i consiglieri comunali più critici nei suoi confronti e che ha ribadito la proprie posizione (di impotenza) di fronte alle decisioni assunte dal Governo nazionale ma anche di ferma opposizione espressa quando è stato chiamato in causa, «come quando – ha ricordato – mi è stato chiesto di trasferire 10 cittadini stranieri nello Sprar di via Re d’Italia a cui mi sono fermamente opposto». Nella prima parte dei lavori è stato dato spazio soprattutto agli ospiti che hanno così avuto modo di illustrare, dal loro punto di vista ed in base alle esperienze direttamente vissute, la realtà in cui si stanno muovendo per garantire l’accoglienza ai cittadini stranieri. Nel corso del confronto in videoconferenza sono state evidenziate le criticità che si ribaltano quotidianamente sulla città e sui cittadini, oltre che sugli stessi operatori del Centro governativo e sugli agenti che presidiano la struttura.

L’esame generale della situazione ha evidenziato l’esigenza di assumere una posizione ferma e unanime da trasferire al Governo nazionale. Per cui si è deciso, innanzi tutto, di chiedere alcune misure di “ristoro” a compensazione delle “piaghe” che si sono aperte sul tessuto economico e sociale della città da quando è stato istituito il Centro di accoglienza (22 anni fa). E infatti, nel documento unitario che sarà redatto lunedì prossimo in conferenza di capigruppo, verrà chiesta la soppressione della struttura di Pian del lago così come viene oggi utilizzata e la sua “riconversio – ne” ad altra funzione, allo scopo di salvaguardare i livelli occupazionali oggi esistenti. Addirittura il sindaco ha proposto che venga chiesto un ristoro in termini finanziari per il danno che l’esistenza della struttura ha procurato alla città sia sotto l’aspetto della sicurezza che del decoro urbano. In proposito, Gambino, ha anticipato che l’Amministrazione chiederà al Governo nazionale di finanziare un piano che prevede il restyling dei tre giardini comunali frequentati da migranti allo sbando (villa Amedeo, villa Cordova, il Giardino della Legalità), il potenziamento dell’illuminazione e delle telecamere di sorveglianza lungo tutta il viale Stefano Candura che collega la città con il Centro di Pian del lago, oltre la realizzazione ex-novo di una struttura (un parco per i bambini?) da offrire in “premio” ai nisseni per i disagi a cui sono andati incontro in questi 22 anni.