Infuriano sui social le polemiche sull’aumento dei prezzi di frutta e verdura. Servizi giornalistici e comunicati di associazioni dei consumatori sviscerano la questione e forniscono dati, quasi quotidiani, sull’andamento delle “quotazioni” dell’ortofrutta. Alla base degli aumenti dei prezzi però non ci sono (fatte salve alcune eccezioni) fenomeni speculativi ma, ragioni determinate dai cicli produttivi.
Ma il tam-tam di media e social è partito a valanga. Le maggiori “critiche”, specialmente nella settimana dal 20 al 25 marzo, sono state rivolte ai grossisti ed alla grande distribuzione. Adesso i prezzi sono tornati su medie stagionale, ma tentiamo di capire cosa è successo.
In un momento storico, complice il coronavirus, in cui la spesa è argomento e ‘bene primario’ di tutti gli italiani, siciliani e nisseni, cerchiamo di capire cosa sta realmente succedendo. Doverosa la lotta alle speculazioni ma, altrettanto importante distinguere gli aumenti purtroppo inevitabili dovuti ad alcune contingenze.
Abbiamo parlato con alcuni operatori del settore. Il caldo anomalo e rassicurante di febbraio aveva favorito la produzione copiosa ed ‘inaspettata’ di frutta e verdura con vantaggi evidenti per il mercato ed i clienti.
Questa situazione positiva è stata capovolta da due elementi. Il primo cambiamento è stato di carattere climatico: il mese di marzo, (specialmente dal 12 al 19) ha evidenziato un brusco calo delle temperature che ha “limitato” fortemente la produzione.
Il secondo, la lavorazione dei prodotti è stata resa più complicata; per dirla in soldoni, meno personale per la raccolta (in ossequio alle normative adesso vigenti), meno personale alla lavorazione. Purtroppo abbassamento di produzione e lavorazione, hanno ridotto i quantitativi di frutta e verdura: inevitabile l’aumento di prezzo da parte dei grossisti che si è poi riversato in ultimo, sui consumatori.
Produttori e grossisiti, nonostante le difficoltà del momento, si impegnano al massimo per garantire l’approvvigionamento di prodotti. La grande distribuzione, nella maggior parte dei casi, ha tentato di combattere questa situazione mantenendo bassa “la marginazione”: ma un prezzo maggiore di acquisto alla ‘fonte’ ha reso alcuni aumenti consequenziali.
Adesso l’approssimarsi di una temperatura più calda, un meteo più rassicurante dovrebbe riportare tutto alla normalità. Restano fuori da questo ragionamento gli aumenti spropositati, se i consumatori dovessero accorgersi di sciacallaggio devono rivolgersi alle autorità .

