Caltanissetta, D’Oca “attacca” il sindaco. Cumbo: “Vincenzo….cambia orologio”

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CALTANISSETTA – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Leggevo una “Stanza piena di gente” quando ho buttato l’occhio su una lettera pubblicata da “Il Fatto Nisseno” dal titolo: “Caltanissetta, D’Oca presidente CCN: “Gambino come Ruvolo, immobilismo e propaganda”.
Ora, senza volere cogliere i suggerimenti del caos (sul nesso tra il testo di D. Keyes e i contenuti dell’articolo), mi consentirà la vostra redazione se non vado subito al punto, chiedendomi: Quale realtà? 
Se fossi convinto che tutto quello che oggi esiste nelle forme (e sostanza) in cui le vediamo, é dipeso dai primi tre minuti (l’intervallo di tempo dopo il Big bang in cui si formano gli elementi che abbondano nell’universo), non coglierei il vero valore del tempo necessario perché una cosa possa diventare come oggi é, e, principalmente, non terrei conto di tutti gli scenari alternativi (che abbondano anch’essi) necessari per avere una risposta quanto meno verosimile. 
Il tempo!
Il tempo, e già che ci siamo, aggiungo anche la logica.
La logica (che indaga la verità) non accetta contraddizioni, qualunque discorso (o invettiva) che viola questo principio nega la verità. 
50.400 sono i minuti del governo attuale in carica (della città di Caltanissetta);
2.592.000 quelli dell’amministrazione precedente. 
Se li riduciamo a moduli di 3 minuti, giusto per non fare un torto alla teoria precedente, otteniamo:
16.800 di tempo per Gambino
864.000 di tempo per Ruvolo.
Non si possono costruire ipotesi su dati non compatibili (in special modo quando si parla di tempo: 16.800=864.000?) e, quindi, per il principio logico prima richiamato, tutto quello che deriva dal discorso (o invettiva) é falso. 
Il degrado di una comunità ha radici nel tempo che ne ha formato i caratteri, che ne ha stabilito le connessioni con le realtà; che ha scandito, incurante delle conseguenze, i ritmi dell’impegno e del disinteresse.
Non basta risalire a tre minuti fa per capire cosa è successo alla nostra città; guarda caso, non sono sufficienti tre minuti per ristabilire la dignità perduta.
Non me ne voglia Vincenzo, che considero un amico e, come un amico gli suggerisco: o cambia l’orologio, magari a moduli di 3 minuti, o cambia.

Grazie, Alessandro Cumbo

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