Saverio Michele Peregrino: “Elezioni a Caltanissetta, date a noi giovani la possibilità di tornare”

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CALTANISSETTA – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Mi chiamo Saverio Michele Peregrino, ho 22 anni e da 8 mesi sono un militare VFP1 e attualmente vivo a Bellinzago Novarese. Ho sempre vissuto a Caltanissetta prima di iniziare questa nuova esperienza, e forse mi posso permettere di definirmi un nisseno atipico: mi piace Caltanissetta, e ancor di più mi piacerebbe tornare a viverci. Per quanto possa esserne innamorato, l’amore non può nemmeno essere una barriera che ostacola l’immagine di ciò che è oggi Caltanissetta: una città in declino, invecchiata, soprattutto senza alcuna offerta di prospettive future. L’assenza di prospettive si declina in tutti i campi della vita di un giovane standard: l’assenza di università, l’assenza di opportunità di lavoro, l’assenza di spazi di aggregazione e l’assenza di verde pubblico. Per quanto io viva ormai da 8 mesi fuori dalla nostra città, non ho potuto non notare il suo inesorabile invecchiamento, anche da un punto di vista ricreativo; dall’età di 18 anni ho lavorato nel campo dell’organizzazione di eventi, passione che ti porta a vivere tra i ragazzi e con i ragazzi in età liceale e/o universitaria per capire al meglio le loro esigenze; proprio per questa mia esperienza ho sempre cercato di vivere Caltanissetta al massimo tra la gente, ed è proprio anche per questa vicinanza da me ricercata che sono sempre stato incline ad amare la mia città e apprezzarla anche nelle sue piccole cose. Con il passare del tempo però, in particolare nel periodo che segue il termine degli studi liceali, non si può affermare che Caltanissetta offra delle opportunità lavorative, e nemmeno che i giovani fuorisede si pongano come obiettivo il loro ritorno. Viene quindi spontaneo chiedersi perché la nostra generazione non abbia questo desiderio, a differenza di quella dei nostri genitori dove sono numerosi gli esempi di persone andate a studiare fuori anche dalla Sicilia per poi far ritorno nel nisseno. L’assenza di politiche di sviluppo con un’ottica di medio-lungo periodo, in primis il settore universitario, è la causa di questa terribile assenza: la mia generazione è stata privata della voglia e del desiderio di ritornare nella propria città natale per iniziare la propria vita adulta, lavorando e costruendosi il proprio futuro. In vista delle prossime elezioni amministrative, c’è un invito di cui mi sento portavoce e che voglio diffondere in lungo e largo, un invito che non è né di destra né sinistra, un invito che non può avere alcun collegamento con le ideologie politiche, ma un invito a lavorare e collaborare per il bene della città, affinché anche la nostra generazione possa immaginare di vedersi a Caltanissetta nei prossimi 5,10 o 20 anni.

Saverio Michele Peregrino