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Caporalato, notaio arrestato nel palermitano: indagini anche a Vallelunga, “schiavi” da 2 euro all’ora

Redazione

Caporalato, notaio arrestato nel palermitano: indagini anche a Vallelunga, “schiavi” da 2 euro all’ora

Sab, 09/03/2019 - 10:02

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Schiavi a 2 euro l’ora. Sfruttamento del lavoro, caporalato ed estorsione: con queste accuse di carabinieri della Compagnia di Lercara Friddi hanno arrestato e posto ai domiciliari, su decisione del gip di Termini Imerese, un notaio di Valledolmo, Gianfranco Pulvino, 53 anni, indagato in concorso con un collaboratore, quest’ultimo al momento indagato in stato di liberta’. Il provvedimento restrittivo e’ stato emesso a seguito di un’indagine avviata dalla Stazione di Valledolmo nel luglio 2018 e sviluppata dall’Aliquota Operativa della Compagnia di Lercara Friddi sino a gennaio 2019, a seguito della notizia circa la presenza a Valledolmo ed altri paesi limitrofi di alcuni operai agricoli sistematicamente sfruttati in campagna e costretti ad accettare, anche con minacce, retribuzioni molto inferiori di quelle previste, appena 25 euro giornalieri, rispetto ai 65 riportati solo formalmente nelle buste paghe. Il notaio, gestore di un’azienda agricola formalmente intestata all’anziana madre con terreni a Valledolmo, Caltavuturo, Sclafani Bagni e Vallelunga Pratameno, secondo quanto accertato dagli investigatori, era solito assumere manodopera per lavori nei campi sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento, con orari sino a 12-13 ore al giorno, senza maggiorazioni per il lavoro straordinario, notturno o festivo, approfittando del loro stato di bisogno: una misera paga da circa 2 euro l’ora. Inoltre, aveva istruito i propri dipendenti, consegnando ad ognuno un foglio di carta, che rappresentava una sorta di vademecum, dove venivano riportate le notizie da fornire in caso di controlli ispettivi da parte degli organi di vigilanza. L’arrestato ha costretto i lavoratori, dietro minaccia del licenziamento, a restituire in contanti parte delle somme corrisposte con gli assegni mensili, solo formalmente rispondenti alle previste buste paga, facendoli persino accompagnare in banca dal suo collaboratore per incassare gli assegni e subito restituire le somme pretese.

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