Caltanissetta, inaugurazione comunità diurna per minori “Arcobaleno Onlus”: lunedì 18 marzo

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CALTANISSETTA – E’ in programma lunedì 18 marzo alle ore 16.30, in via Volturno a Caltanissetta, l’inaugurazione della Comunità Diurna per minori della cooperativa sociale Arcobaleno Onlus. 

La Cooperativa Arcobaleno è consapevole della diffusa esigenza di offrire nuovi e qualificati servizi rivolti ai minori in situazione di disagio. Per tali ragioni intendiamo proporre ai Distretti Socio Sanitari di competenza l’esperienza del Servizio di Comunità Diurna per minori, già attivato dal 2009 nel Comune di Sciacca con ottimi risultati.

In accordo con il Servizio Sociale Comunale di Sciacca (Ag) ed in sinergia con l’Autorità Giudiziaria e gli operatori dell’USSM (Ufficio Servizio Sociale Minorile), a Sciacca la cooperativa Arcobaleno ha dato vita ad “Azzurra”, una Comunità diurna che ha sviluppato un progetto per la riduzione del disagio minorile e l’attivazione di un  percorso educativo e formativo attraverso “la presa in carico”  del minore e la sua famiglia diventando pertanto un punto di riferimento nel sostegno al nucleo familiare ed al minore in difficoltà con l’obiettivo di scongiurare, laddove è possibile, l’allontanamento dalla famiglia di origine. Sulla scorta di tale esperienza, la proposta che intendiamo realizzare a Caltanissetta consente di mantenere e migliorare le azioni di sostegno al minore ed alla famiglia, pur con un onere finanziario significativamente ridotto per i Comuni, relativamente a quanto previsto dalla rette regionali per le comunità di tipo residenziale.

Saranno presi in carico minori provenienti da famiglie con genitori che non sono in grado di proporsi come modelli educativi positivi ed efficaci e non riescono ad attivare le proprie risorse per affrontare i problemi e le difficoltà della vita quotidiana e della gestione dei propri figli: pertanto il presupposto minimo per il realizzarsi dell’intervento è che all’interno delle famiglie di appartenenza sia garantita l’esistenza di risorse familiari residue, anche latenti, da poter attivare. Ovviamente è necessario che il progetto sia condiviso da parte della famiglia di provenienza del minore. Dopo la segnalazione da parte delle istituzioni sociali che propongono l’inserimento, la fase iniziale prevede l’accoglienza e la presa in carico del minore e del nucleo familiare allo scopo di effettuare una valutazione.

L’intervento valutativo si fonderà su una collaborazione interistituzionale tra le diverse agenzie/istituzioni coinvolte e su un’osservazione scientifica della personalità del minore e sistemico-relazionale nei vari contesti sociali, specialmente quello familiare secondo un intervento di tipo ecologico.

L’accesso al servizio avviene attraverso i Servizi Sociali dei Comuni che ricevono richieste e segnalazioni dal servizio NPI, dall’ USSM o dai genitori del minore. Infatti la Comunità Diurna è un progetto che interviene a favore di minori domiciliati nel territorio che vivono una situazione di disagio e che, per difficoltà di tipo familiare e/o personale, non riescono ad assolvere ai compiti evolutivi richiesti pertanto la loro crescita psico-fisica ed educativa risulta disfunzionale. In tali contesti sono presenti fattori di rischio che si connettono non solo alle problematiche di carattere familiare, ma anche ad altri elementi quali la deprivazione culturale, la marginalità socioeconomica, la carenza di attività per il tempo libero e l’aggregazione, gli atteggiamenti di fronte alla devianza, fattori che potenzialmente possono condurre ad un vero e proprio disadattamento.  

Per raggiungere un buon livello di efficacia il progetto mirerà su obiettivi plurimi, programmati in maniera ordinata, perché l’autonomia raggiungibile nei diversi ambiti possa tradursi in autonomia della persona o del nucleo nel suo complesso, in una migliore qualità della vita. Dopo il momento valutativo viene stilato un PEI sul minore cercando di prevedere tempi e modalità di attuazione del progetto.

Vengono previste delle verifiche in itinere e in accordo con i servizi sociali si prevedono gli obiettivi a lungo termine raggiunti i quali si procede con dimissione del minore stesso.

La costruzione di una rete integrata di associazioni sportive, culturali e di volontariato sociale, di istituti scolastici e centri di formazione, nonché di istituzioni ed aziende di varia natura, rappresenta l’esempio di una comunità che è capace di migliorare la coesione sociale e attivare azioni di contrasto al disagio giovanile, offrendo contesti relazionali di socializzazione positiva. Seguendo un approccio al problema non più assistenziale, ma di empowerment della persona, la rete punta ad accompagnare e sostenere chi si trova in difficoltà attraverso lo sviluppo ed il rafforzamento di pratiche di condivisione e scambio e soprattutto attraverso la cura delle relazioni sociali.

La propensione alla collaborazione e allo scambio tra professionalità ed enti diversi nasce dalla condivisione di obiettivi e di difficoltà, dalla necessità di far fronte a richieste e aspettative crescenti dell’utenza con risorse limitate. Svolgere insieme determinati servizi, integrare le modalità e le procedure, scambiare informazioni e condividere strumenti di lavoro, infatti, può garantire maggiore efficacia ed efficienza nell’erogazione del servizio e delle informazioni. La logica di rete presuppone, da un lato l’adesione ad un’ottica incentrata sulle necessità degli utenti e dall’altro il superamento della prospettiva della singola competenza. 

Il progetto è finalizzato al raggiungimento di obiettivi concreti e verificabili, ponendo al centro dell’attenzione dell’intervento e dell’azione delle varie realtà istituzionali coinvolte nel progetto di vita, la persona intesa nella globalità dei suoi bisogni, caratteristiche e potenzialità in un’ottica di inclusione sociale.

Alla centralità della persona si accompagna quella della sua famiglia, il primo e più importante agente educativo-abilitativo-riabilitativo con il quale le istituzioni ed i loro operatori devono saper costruire un rapporto di collaborazione e di “alleanza educativa”. La famiglia, più di qualsiasi altra agenzia educativa, si occupa quotidianamente del minore in condizione di disagio, gestendone bisogni e limitazioni e costituisce il soggetto privilegiato delle attenzioni e dell’aiuto: qualsiasi progettualità nei confronti del minore non può quindi prescindere dal coinvolgimento, dal consenso reale e dalla fattiva collaborazione della sua famiglia.

E’ un servizio semi-residenziale che offre una capacità di accoglienza di 10-12 utenti dai 12 ai 18 anni (anche infraventunenni nei casi di minori autori di reato), che sono a rischio o in condizione di emarginazione, devianza, disagio.

La comunità offre ai minori un contesto educativo di sostegno nella gestione degli aspetti quotidiani: opera per un minimo di 6-8 ore al giorno e per 5 giorni settimanali.

Per favorire la frequenza scolastica è attivato un servizio di trasporto fin dal mattino. Le attività della Comunità Diurna proseguono a partire dal pranzo e si sviluppano nelle ore pomeridiane.

La Comunità Diurna prosegue le attività anche nel periodo extrascolastico.

Il progetto pedagogico prevede lo svolgimento delle attività didattiche, ludico-ricreative e sportive operando in rete con agenzie educative presenti nel territorio (scuole, centri di formazione professionale, associazioni, centri di aggregazione, polisportive, laboratori musicali etc) pertanto viene offerta una valida alternativa alla gestione della quotidianità dei minori in età preadolescenziale ed adolescenziale.

Ogni anno viene avviato un progetto specifico con finalità educative diverse volte alla sensibilizzazione di tematiche sociali, all’educazione alla legalità, alla conoscenza del territorio, ecc.

Per i ragazzi che compiono 16 anni è previsto un progetto di avviamento al lavoro con percorsi di tirocinio, con orientamento e formazione presso aziende private e botteghe di artigiani.

Per i minori autori di reato si predispongono progetti ad hoc, in collaborazione con le AA.GG. e gli operatori dell’USSM (Ufficio Servizio Sociale Minorile) e dei Servizi Sociali allo scopo di attuare la cosiddetta messa alla prova (art. 28 del D.P.R. 488/88).

Organigramma e professionalità impiegate: Psicoterapeuta, Educatori, Operatore Amministrativo, Operatore Ausiliare, Animatori, Volontari, Esperti Esterni per i singoli progetti.

 Ulteriori attività che è possibile realizzare. In un’ottica di miglioramento del servizio e di un lavoro di qualità ci si rende disponibili ad espletare altre attività rivolte sia ai minori che ai familiari volte ad innalzare il livello culturale degli utenti attraverso il progetto pedagogico “Conoscenza del territorio” e l’attuazione di eventi culturali. Il programma prevede percorsi formativi di gruppo e visite di istruzione effettuate con lo scopo di conoscere il territorio di appartenenza e vari luoghi della Sicilia e del contesto cittadino.

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