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Operazione Kitt, 23 abitazioni depredate a San Cataldo anche per comprare droga: 6 arresti

Redazione

Operazione Kitt, 23 abitazioni depredate a San Cataldo anche per comprare droga: 6 arresti

Ven, 24/03/2017 - 12:21

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Depredavano le case a San Cataldo, almeno 23 i furti accertati, per poi rivendere la refurtiva ed, in alcuni occasioni, acquistare droga da spacciare sulla stessa piazza. E’ il primo dettaglio che emerge dalla conferenza stampa sull’operazione “Kitt” condotta dai carabinieri che hanno arrestato sei persone su ordinanza del Gip di Caltanissetta. Un settimo indagato, anche lui destinatario dell’ordinanza, è sfuggito alla cattura e sono in corso ricerche. In manette: i sancataldesi Cristian Ivan Callari, 26 anni, Giuseppe Colasberna, 38 anni, Rosario Diliberto 47 anni e Michele Callari 34 anni; Fabio Colore 42 anni di Caltanissetta e Davide Intravaia 33 anni di Catania.

Il procuratore capo Amedeo Bertone, il colonnello Gerardo Petitto, comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, il sostituto procuratore Davide Spina ed il luogotente Salvatore Manuello, comandante della Tenenza di San Cataldo, hanno ripercorso le indagini che si sono sviluppate dopo il cruento colpo messo a segno ai danni di un sancataldese di origine francese nel 2015 che fruttò ai malviventi quasi centomila euro.

Il procuratore capo, Amedeo Bertone, ha sottolineato: “Importante anche la collaborazione delle parti offese e dei testimoni che hanno denunciato i fatti, supportando le indicazioni delle vittime. Accanto a questo buon esempio c’è anche un altro episodio invece in cui la vittima è stata avvicinata per recuperare la refurtiva dietro pagamento”.

Il colonnello Petitto ha evidenziato la pericolosità sociale dei ripetuti crimini commessi dagli arrestati. “Mi preme sottolineare come i reiterati autori di questi furti fossero sancataldesi che, praticamente, derubavano i propri concittadini: 23 i reati accertati, nell’arco di pochi mesi. Ammettono tra loro di averne fatti almeno 50 ed uno di loro si vanta di aver collezionato ben 38 villini. L’impatto sulla città è stato pesante. Noi ci siamo impegnati e devo ringraziare il dottor Spina ed il procuratore Bertona per aver supportato le nostre sollecitazioni. Sono reati di allarme sociale che aggrediscono l’abitazione che è una propagazione della persona. Furti reiterati che fanno male alla città, alla sicurezza sociale. Questo fenomeno preoccupava particolarmente. L’arma di San Cataldo ha lavorato con cuore e pongo l’accento sul sacrificio del personale, prima per identificare i responsabili e poi per trovare le prove. Rubavano di tutto. Alcuni dei criminali si sono arredati casa, portando via piani cottura, mobili, quadri, pezzi coordinati. Il denaro contante veniva suddiviso nel gruppo o anche per acquistare droga a Catania e poi rivenderla a San Cataldo. Oro e gioielli venivano venduti attraverso Fabio Colore che aveva suoi canali privilegiati“.

Il canale di rifornimento della droga era invece la città di Catania, dove la banda acquistava gli stupefacenti dal catanese Davide Intravaia, 34 anni, arrestato anche lui nel blitz e ritenuto il fornitore di cocaina.

Il nome dell’operazione scaturisce dall’intuizione dei militari dell’arma che il dottor Spina ha svelato: “Chiaro il riferimento, come si evince dalla foto in conferenza che ritrae Kitt, al celebre telefilm. Il riferimento è determinato dal fatto che  molti elementi probatori sono stati ricavati da un’ambientale collocata nella macchina di uno degli arrestati”.

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