SCRITTORI VIVENTI DEL VANGELO ! io giustificherei coloro che leggendo la frase che fa da titolo alla presente riflessione pensano che ancora oggi ci siano scrittori, vivi, che scrivono “ un Vangelo”. Si potrebbe pensare ad un altro vangelo, naturalmente diverso da quello esistente, di cui sono autori i quattro evangelisti. La risposta è che non ci sono scrittori che specificamente ardiscano scrivere “un altro vangelo”. E tuttavia, però, dobbiamo dire che, non molti anni fa, uno scrittore, M. Pomilio, ha scritto il “ Quinto Evangelio”. Questo potrebbe disorientarci. Sostanzialmente l’autore dice che a “scrivere”, quindi portare avanti. quindi annunciare, o far conoscere il Vangelo. non ci sono “nuovi libri” con tale pretesa , ma ci sono i cristiani che vivendo secondo il “ Vangelo” classico, autentico, quello di Gesù narrato dagli Evangelisti conosciuti, diventano come “autori-realizzatori” del Vangelo. Certo, Pomilio, non pensava assolutamente che un giorno, proprio un Papa, avrebbe ripreso “il suo pensiero” espresso nel suo “ Quinto Evangelio” che egli chiama romanzo; ma se lo è, è di tutt’altra specie , rispetto a qualsiasi altro romanzo. E Papa Francesco, in maniera esplicita, dice : “il Vangelo della Misericordia rimane un libro aperto, dove continuare a scrivere” perché “ tutti siamo chiamati a diventare scrittori viventi del Vangelo, portatori della Buona Notizia a ogni uomo e donna di oggi “ . Questo, mi pare, ci riporta, direttamente a quanto scrive Giovanni nel suo vangelo ( Gv. 20,30) : “ Gesù in presenza dei suoi discepoli fece molti altri segni ( miracoli ) che non sono stati scritti in questo libro” se si scrivessero tutti si riempirebbero tanti libri”. ( Gv. 21,25) Per questo Gesù ha dato un comando nuovo.” Che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati”. Un amore vissuto nella testimonianza concreta, nella vita quotidiana, nelle occasioni ordinarie, nei gesti concreti dell’amore. Si diventa così, scrittori viventi del vangelo, testimoni del vangelo, mettendo in pratica le opere di misericordia corporale e spirituale, che sono lo stile di vita del cristiano. Lo dice a tutti i cristiani di buona volontà che non vogliono contentarsi “di essere buoni per se stessi ma non partecipi del “vissuto” di tanti fratelli che sono nel bisogno. Talvolta basta una parola di amicizia e di tenerezza, come ci ricorda Papa Francesco, altre volte portare il dono della propria presenza con una visita, e una sosta di compagnia. E ci sono delle circostanze delicate, in cui si può aiutare il fratello ad aprire la porta del cuore per accogliere o portare “il perdono del Padre che toglie l’inquietudine del cuore”. Quale è il segno più distintivo del nostro essere cristiani “? “ Da questo conosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri.” Questo è il comandamento nuovo. Papa Francesco ci dice ancora : “ Così potremo scrivere quelle pagine del Vangelo che l’apostolo Giovanni non ha scritto”.
Nel Solco dello Spirito (di don Salvatore Callari)
Lun, 25/04/2016 - 00:01
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