La presidenza della Assemblea regionale siciliana e quella della Regione siciliana hanno chiesto di costituirsi parte civile al processo, che prende il via oggi, contro il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e il suo ex autista Roberto Marino. Galvagno, che ha scelto il giudizio immediato, saltando l’udienza preliminare, è accusato di corruzione, peculato e falso ideologico. La difesa dell’imputato ha chiesto un termine per pronunciarsi sulla istanza di costituzione di parte civile. Il processo è in corso davanti alla terza sezione del tribunale di Palermo, presieduta da Fabrizio La Cascia. Galvagno, difeso dall’avvocato Ninni Reina, non è presente in aula.
Sulle istanze di costituzione e sulle questioni preliminari il tribunale deciderà alla prossima udienza fissata per il 18 giugno. I coimputati di Galvagno e Marino- l’ex portavoce del presidente dell’Ars Sabrina De Capitani, l’imprenditrice Marcella Cannariato, l’imprenditore Alessandro Alessi e Marianna Amato, dipendente della Fondazione Orchestra sinfonica siciliana – sono ancora davanti al Gip in fase di udienza preliminare. Secondo la Procura, Galvagno e la De Capitani, avrebbero piegato gli interessi pubblici a quelli privati della Cannariato, rappresentante in Sicilia della Fondazione Marisa Bellisario e vicepresidente della Fondazione Tommaso Dragotto, facendo finanziare dalla Presidenza dell’Ars una serie di eventi come un apericena da 11mila euro per l’evento “Donna, Economia e Potere” realizzato dalla Fondazione Bellisario. Galvagno avrebbe fatto avere dalla presidenza dell’Ars un contributo di 15mila euro e dalla Fondazione Federico II 12.200 euro alla Fondazione Tommaso Dragotto, per “La Sicilia per le donne” e avrebbe fatto inserire nella legge di Bilancio del 2023, durante una seduta da lui presieduta, sempre in favore della Fondazione, 100mila euro destinati all’evento “Un Magico Natale” edizione 2023 e di 98mila euro per l’edizione 2024. In cambio, contesta l’accusa, Galvagno avrebbe ottenuto un incarico di consulenza legale da parte della A&c Broker (società legalmente rappresentata dalla Cannariato) per la cugina Martina Galvagno; la nomina di Franco Ricci, compagno della De Capitani, nel Cda di Sicily By Car (società della famiglia della Cannariato), e un incarico per Marianna Amato, da parte della Fondazione Tommaso Dragotto, per l’organizzazione “La Sicilia per le donne”. Contestati anche incarichi retribuiti ad Alessandro Alessi, Marianna Amato, Davide Sottile e la stessa De Capitani per l’ edizione 2023 di Un Magico Natale. Ad Alessi la Fondazione Tommaso Dragotto avrebbe dato l’incarico dell’organizzazione dell’evento con l’accordo che l’imprenditore avrebbe restituito almeno 20mila alla Cannariato e fatto avere altre somme ad Amato e De Capitani. A Galvagno e all’ex autista Marino è contestato il peculato per l’uso a fini privati dell’auto di servizio che sarebbe stata per 60 volte a disposizione per scopi personali. Infine, Marino e Galvagno rispondono di truffa e falso: l’ex autista avrebbe dichiarato di decine di missioni mai fatte e vidimate da Galvagno, intascando circa 19mila euro tra rimborsi e diarie. (ANSA)

