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Giornalisti: Odg Sicilia a direttori, non regalate professionalita’

Redazione

Giornalisti: Odg Sicilia a direttori, non regalate professionalita’

Gio, 28/04/2016 - 09:49

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ordine-dei-giornalisti_0PALERMO – Rispetto per una professione troppe volte bistrattata, per una categoria sottopagata, del diritto al lavoro e del salario. Con questo spirito, nei giorni scorsi, il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, ha inviato una lettera ai direttori delle testate giornalistiche regionali, ai quali e’ stato chiesto di confermare di essere retribuiti per lo svolgimento dei propri incarichi. Un’esigenza che nasce dalla consapevolezza di “un pericoloso e sempre piu’ dilagante” fenomeno di “lavoro a titolo gratuito, per amicizia” o di “lavoro per hobby”, che emerge dalle decine di audizioni che l’Ordine svolge nell’esercizio della sua attività. Nessuno dovrebbe lavorare gratis, perche’ una prestazione professionale “offerta gratuitamente offende la categoria e i doveri imposti da un lavoro che implica preparazione, sacrifici, regole, competenze e il rispetto di una deontologia. Offrire a titolo gratuito l’incarico di direttore responsabile di una testata giornalistica (sia essa cartacea, televisiva, online o radiofonica), a parte le iniziative di carattere sociale e benefico, e’ deprecabile: accettare e’ mortificante per se stessi e contribuisce a bruciare un mercato già? seriamente compromesso. Dirigere una testata significa assumersi, senza se e senza ma, ogni responsabilità civile e penale, significa vigilare sui contenuti dell’informazione, significa rispettare la deontologia e il proprio lavoro. Tutti obblighi che non possono prescindere da un doveroso e congruo compenso”. Le ragioni della lettera inviata dall’Ordine ai direttori di numerose testate regionali sono semplici: sensibilizzare i colleghi a fare una riflessione sulle conseguenze del loro comportamento e invitare gli editori a rispettare concretamente il lavoro di chi, oltre a mettere a disposizione competenze indispensabili alla buona riuscita del “prodotto giornalistico”, si assume una responsabilità non indifferente, che non si assume a cuor leggero, ne’ per hobby o per amicizia ma per competenze e per lavoro.

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