PALERMO – Corruzione, concussione, falso e truffa ai danni dello Stato. Bufera sul distaccamento Forestale di Palermo-Villagrazia. Tre gli arresti ai domiciliari e altrettanti gli obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria; undici gli avvisi di garanzia. Bilancio di una operazione condotta dal Nucleo operativo provinciale di Palermo dello stesso Corpo Forestale della Regione siciliana, coordinato dal procuratore aggiunto Bernardo Petralia e dai sostituti Daniela Varone e Siro De Flammineis. Mazzette per evitare controlli, falsi infortuni sul lavoro per lucrare l’assegno Inail, stipendi pagati in assenza di effettiva prestazione lavorativa. Emerge questo e altro dall’indagine. Centrale la figura del comandante del distaccamento Forestale di Palermo-Villagrazia, il commissario Antonio Polizzi, quale “dominus incontrastato e condizionante le attivita’ del reparto”, spiegano gli investigatori, “ma altresi’ quale personaggio capace di tessere una fitta rete di relazioni personali il cui scopo principale e’ quello di conseguire un tornaconto personale, abusando della sua posizione di pubblico ufficiale”. Si delinea, cosi’, “un quadro sconfortante dell’attivita’ del Distaccamento Forestale di Palermo Villagrazia”.
Polizzi avrebbe coperto gli abusi commessi da alcuni imprenditori, specie del settore edile, nei territori di competenza del Distaccamento forestale. Coinvolti anche gli ispettori Antonio Sacco e Salvatore La Piana, come il comandante Polizzi finiti ai domiciliari. Le modalita’ erano sempre le stesse: pretestuose convocazioni presso gli uffici del Distaccamento Forestale di Palermo Villagrazia o appuntamenti in esercizi pubblici o anche in strada per concordare il prezzo per la mancata applicazione delle sanzioni o per omettere le denunce dei cantieri abusivi. Chiara una telefonata intercettata nel febbraio 2014 tra Polizzi e Antonino Chiazzese, dipendente dell’Amia, sottoposto con il figlio Giuseppe alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione, il quale ad un certo punto della conversazione diceva al suo interlocutore: “Vedi che io la ci ho messo una pratica, ci penso io per farti un regalino”, “quel vestito che dovevo fare io hai capito?” “come siamo rimasti”. Chiazzese svolgeva l’attivita’ di mediatore nella compravendita di case e terreni e, insieme al figlio, quella di gestore di una impresa edile a Ciaculli Croce Verde Giardini, territorio ricadente nel Distaccamento Forestale di Palermo Villagrazia. L’uomo aveva realizzato tre edifici tutti costruiti abusivamente e sequestrati dalla Polizia municipale. Chiazzese si mostrava autoritario con Polizzi e in occasione di un controllo delle guardie forestali era stato esplicito: “Vedi che ci sono gli amici tuoi la’, ci dici che non ci rompono la minchia e se ne vanno”. Cosi’, non venne fatto alcun controllo e furono fatti pagare 1.000 euro al proprietario dell’immobile abusivo. Sempre Polizzi avrebbe simulato un incidente sul lavoro per avere dall’Inail un assegno di invalidita’. Attivita’ illecite che coinvolgevano anche la figlia alla quale l’amministrazione forestale erogava un assegno per aver partecipato, in qualita’ di volontaria, ad attivita’ di spegnimento di incendi boschivi, partecipazione rilevatasi infondata. L’ispettore Sacco, invece, nel giugno del 2014, all’interno degli uffici del Distaccamento Forestale, avrebbe preteso mille euro da un artigiano per chiudere un occhio su un un pozzo abusivo. Obbligo di presentazione per Rocco Giuseppe Ferro che, pur avendo ricevuto 5.010 euro dall’amministrazione forestale, non si recava mai alla sua postazione antincendio, ma svolgeva in maniera continuativa il suo vero mestiere di barbiere a Partinico, come noto a diversi dipendenti dell’amministrazione forestale, tutti individuati, tra cui Polizzi.
Corruzione: mazzette e favori, bufera su Corpo Forestale Sicilia
Mer, 20/04/2016 - 18:14
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