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Caltanissetta, lettera aperta di Davide Mirisola. Il consigliere che si dimise un anno fa: “Politica locale apatica, solo logiche spartitorie di potere”

Redazione

Caltanissetta, lettera aperta di Davide Mirisola. Il consigliere che si dimise un anno fa: “Politica locale apatica, solo logiche spartitorie di potere”

Lun, 04/04/2016 - 11:01

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DAVIDE MIRISOLACALTANISSETTA – Riceviamo e pubblichiamo.

A distanza di un anno quasi dalle mie dimissioni, e alla luce della situazione politica che attualmente caratterizza la mia citta’, sento con incontenibile forza di dovere chiarire il perche’ delle mie dimissioni. Corre l’obbligo che io precisi che quanto scrivo non ha nessuno scopo di tornaconto di nessuna natura, ma  e’ solo un modo per mettere a conoscenza i mie elettori e i cittadini in genere che si sono spesi in un progetto politico che, ad un certo punto ho sentito il bisogno di abbandonare.

Le motivazioni delle mie dimissioni,  credo di potere affermare, vanno ricercate nella politica che viene messa in atto oggi in sicilia, prima che’ di natura personale. Infatti il sottoscritto dipendente dello IAL Sicilia dopo dodici anni di servizio viene messo alle porta da un Assessorato Regionale che di fatto nega a me e ad altri ottomila lavoratori circa il diritto al lavoro, nonche’ ai Siciliani ( disoccupati o minori in dispersione scolastica), il diritto allo studio e alla formazione . Cosa fare neoeletto disoccupato, ma beneficiario di ammortizzatori sociali con in piu’ i famosi gettoni di presenza derivati dalla mia attivita’ di Consigliere Comunale? Al mio posto, scusate il gioco di parole, molti sarebbero appunto rimasti in quel posto. Perche’ dimettersi da una vita in fondo comoda se pur con un futuro incerto. Dare oggi la risposta ai miei elettori e alla citta’ che amo, e che porto sempre nel cuore, anche qui ai confini dell’Europa dell’est, e’ piu’ facile. E’ amaramente piu’ facile, perche’ le motivazioni delle mie dimissioni stanno proprio nel non volere assistere al colpo di grazia che la politica siciliana e locale sta dando ai luoghi che ho vissuto e amato sin da bambino e che porto con me nel dolce ricordo del passato. Andare a palazzo del Carmine e discutere per un anno di problemi se pur complicati ma risolvibili. Proporre soluzioni possibili, essere magari derisi, aspettando altre proposte… e nulla, solo giravolte di parole, voglia di farsi notare in una corsa verso cosa? Verso un dirupo che inghiotte tutto e tutti. I luoghi che hai vissuto, magari nel centro storico, gli amici costretti ad emigrare uno dopo l’altro in Germania, Francia, Inghilterra. E tu li’ ogni mattina impotente davanti al declino, tu che contribuisci sulla carta a fare terra bruciata  intorno a te. Avrei anche potuto dire in fondo che non era colpa mia perche’ consigliere di opposizione. Ma non c’e’ la facevo al pensiero di passare altri quattro anni immobile ad assistere ad un modo di pensare di fare politica completamente stravolto rispetto la  logica umana di condivisione del bene pubblico. Andare da un Assessore, piuttosto che da un altro per proporre iniziative lodevoli di lustro e utilità  per la mia città e sentirmi dire che non c’è un euro nelle casse, per poi il giorno dopo vedere impegnate somme per migliaia di euro dagli stessi!!! Vedere colleghi presentare interrogazioni a cui si davano, nella migliore delle ipotesi risposte ondivaghe.  Per non parlare di ruoli ricoperti secondo la sola logica della spartizione del potere, da persone senza nessun titolo per farlo. Il tutto come ammantato con il passare dei mesi da un velo di apatia. Allora dopo una lunga e dolorosa scelta  ho deciso di abbandonare tutto per riscoprire la dignità propria di uomo e quella di poter creare. Creare per sé stessi e per la comunità in cui vivi. A distanza di un anno non mi pento di essermi dimesso, ma di essere costretto a cercare in luoghi che non mi appartengono e in volti che non riconosco la mia città. Spero che le persone che hanno creduto in me mi comprendano, ma soprattutto spero che la politica ritrovi l’umanità necessaria per sentire sulla propria pelle i bisogni degli altri.

Un abbraccio a tutti quelli che mi conoscono e simbolicamente a Caltanissetta.

Davide Mirisola (ex consigliere comunale di Caltanissetta)

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