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Sicilia, PD spaccato scatta l’ora dei conti: “Atto d’accusa contro Faraone, ha scavalcato e umiliato il partito nell’isola”

Redazione

Sicilia, PD spaccato scatta l’ora dei conti: “Atto d’accusa contro Faraone, ha scavalcato e umiliato il partito nell’isola”

Mar, 08/04/2014 - 18:17

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imagesPALERMO Il Pd alla resa dei conti dopo l’atto di forza di Rosario Crocetta e Davide Faraone i quali nella notte hanno dato vita alla nuova giunta. Il segretario del Pd siciliano Fausto Raciti, cuperaliano (area esclusa dalla formazione dell’esecutivo), che parla di “governo di sopravvivenza, senza numeri per affrontare la crisi sociale e finanziaria”, ha annullato la direzione regionale che oggi pomeriggio avrebbe dovuto indicare i nomi degli assessori per il Crocetta bis. Il giovane dirigente sta preparando il suo j’accuse da pronunciare alla direzione nazionale di domani. “Sara’ un duro atto d’accusa contro Faraone e il modo in cui ha gestito la crisi, scavalcando e umiliando il partito nell’Isola”, anticipa una fonte autorevole dei democratici. Lo stesso Raciti parla di “grave responsabilita’ di cui risponderanno Crocetta e i singoli esponenti delle forze politiche di maggioranza, compreso il mio partito, che hanno scelto di partecipare a questa operazione “che si tradurra’ in un costante mercimonio”  Insomma, dicono dal Pd siciliano, “siamo in pieno caos. Faraone – aggiunge – si e’ fatto usare da Crocetta che abilmente ha detto chiaramente di essere stato coperto da lui. Per ottenere cosa, poi? Un assessorato e mezzo, ma tutto il partito contro”. L’operazione di Crocetta, peraltro, sarebbe stata sostenuta dall’area dell’ex segretario Giuseppe Lupo che in questo modo avrebbe gustato la sua vendetta politica nei confronti del suo successore. Un clima da tutti contro tutti, con alcune aree vicine ai presidente di commissione Antonello Cracolici, Pippo Digiacomo e Bruno Marziano, i deputati con maggiore esperienza, pronti a fare opposizione al nuovo esecutivo.

Scenario che diverrebbe ancora piu’ irrespirabile se Beppe Lumia, contro le indicazioni del partito regionale, venisse candidato alle Europee, ipotesi ancora non definita, ma descritta come possibile oggetto di scambio nell’accordo tra Faraone e Crocetta, quest’ultimo da sempre impegnato a favore del senatore: “In questo caso – affermano le stessa fonte dei democratici siciliani – si scatenerebbe addirittura un Vietnam, si polverizzerebbe il partito”.

Raciti potrebbe arrivare, in questo caso, alle dimissioni. Il clima e’ caldissimo: ecco perche’ ha voluto “sconvocare” la direzione che si sarebbe trasformata in una rissa. Meglio aspettare sino a domani, in direzione nazionale, quando il giovane segretario pronuncera’ la sua requisitoria contro Faraone e chi nella segreteria nazionale ha lavorato contro il partito in Sicilia, chedendo che “Roma faccia chiarezza su questo indecoroso spettacolo”.

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