PALERMO – Governo battuto all’Ars sulle città metropolitane, ieri pomeriggio. L’aula ha infatti approvato con 40 voti favorevoli l’emendamento dell’opposizione che prevede l’abolizione delle norme che danno vita alle città metropolitane. L’emendamento era firmato dal deputato di Forza Italia Marco Falcone, ed è passato grazie all’apporto decisivo del Movimento cinque stelle. Dopo la votazione è scoppiata la polemica, seduta sospesa per dieci minuti. L’emendamento in questione, di fatto, cancella una parte del comma 2 all’articolo 1. Si tratta del passaggio nel quale si prevede che le città di Palermo, Messina e Catania fossero escluse dalla formazione di Liberi Consorzi, ma che, invece, dessero vita alle città metropolitane. Un’idea di ente che al M5S non piaceva. Non somigliava affatto a quelle “di stampo europeo” e il numero di tre, mentre in tutta Italia se ne prevede non più di dieci, aveva fatto già in passato fatto storcere il naso ai pentastellati. Così, ecco governo e maggioranza andare sotto. Su una norma che adesso solleva dubbi di ogni tipo. Oltre a quelli di natura puramente politica, ci sono quelli di natura procedimentale. L’istituzione delle città metropolitane, infatti, è prevista anche a un articolo successivo: il sette. Resta da capire se – dopo la bocciatura di oggi – quell’articolo è ancora compatibile col resto della norma. E comunque sia, le forze che hanno bocciato l’emendamento, quasi certamente voteranno nella stessa direzione anche in quel caso. Anche per questo motivo, un attimo dopo il voto, il presidente Ardizzone ha deciso di chiudere la seduta e di rinviare i lavori a mercoledì 19 febbraio.
Prima della seduta vi era stata la notizia della nomina, in brevissimo tempo, dei nuovi commissari nelle Province siciliane, la cui carica e’ scaduta lo scorso sabato, “e resteranno in carica sino a fine giugno”. Lo rende noto l’assessore alle Autonomie locali Patrizia Valenti, al termine dei lavori della giunta di governo. “Il tempo necessario per dare la possibilita’ all’Aula di esitare il disegno di legge in esame”, ha spiegato. Gli uffici, ha proseguito Valenti, “stanno preparando i decreti e non e’ escluso che qualcuno degli attuali possa essere riconfermato. Il termine ultimo per l’indizione dei comizi elettorali, ha aggiunto l’assessore Valenti, e’ il 15 aprile e “l’aula ha ampia possibilità di prendere qualunque decisione ritenga opportuna, considerando che i decreti che nominano i nuovi commissari assicurano una copertura sino a giugno”, sulla base del provvedimento formato dal presidente della Regione. Anche questa scelta ha suscitato molte reazioni contrarie.

