ROMA – “Per effetto di un’ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Venezia, che aveva accolto i reclami di un gruppo di detenuti, se il carcere del capoluogo veneto non garantirà 7 metri quadri di spazio vitale a ciascun recluso dovrà risarcire gli stessi con un indennizzo di cento euro a testa al giorno, ovvero 36.500 euro l’anno. Una vera follia! Chi delinque, infatti, beneficerà di uno stipendio di tutto rispetto a carico del contribuente, mentre mancano fondi per le famiglie, la ricerca, le infrastrutture nonché per pagare i crediti delle imprese verso lo Stato.
Il Tribunale di sorveglianza di Venezia ha così dato il via ad un pericoloso precedente in applicazione del recente e assai controverso decreto svuota carceri voluto dal ministro Cancellieri.
Che diranno i cittadini di un simile intervento che finisce solamente per provocare fortissime ingiustizie sociali? Anche in questo caso le responsabilità sono tutte da imputare alla tecnocrazia che si annida anche nel ministero della Giustizia. Ci domandiamo come sia stato possibile che questi tecnocrati tanto elogiati non abbiano previsto i danni per le casse dello Stato derivanti dall’eventualità, del tutto possibile stante il dettato del decreto, di un’azione collettiva di tutti i detenuti italiani: un esborso pari a 365 milioni di euro, ossia la stessa cifra stanziata per il piano carcerario. Abbiamo denunciato questo scandalo in tutti i modi, ‘bloccando’ i lavori in Commissione giustizia per giorni ed esprimendo apertamente personale contrarietà al provvedimento in Aula. Nonostante il provvedimento sia diventato legge non ci fermeremo continuando a chiedere conto di tutto ciò ai diretti responsabili che dovranno risponderne anzitutto ai cittadini/contribuenti”. E’ quanto afferma, in una nota, il deputato di Nuovo Centrodestra Alessandro Pagano

