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Bit 2014, il patrimonio culturale siciliano “Dal valore al Sistema”

Redazione

Bit 2014, il patrimonio culturale siciliano “Dal valore al Sistema”

Sab, 15/02/2014 - 17:46

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Foto alla BitMILANO – In occasione dalla BIT 2014 gli assessorati regionali ai Beni Culturali e al Turismo, guidati rispettivamente da Mariarita Sgarlata e Michela Stancheris, si presentano uniti per condividere percorsi di valorizzazione del patrimonio culturale, che non penalizzano un territorio rispetto ad un altro, uniscono il Dipartimento ai suoi istituti periferici e individuano itinerari alternativi, che conducono i turisti verso luoghi noti e meno noti dell’intera Sicilia.

“La direzione verso cui si sta muovendo l’Assessorato ai Beni Culturali – spiega Mariarita Sgarlata  –  è quella di potenziare il valore economico ma anche sociale della cultura nell’isola, promuovendo azioni di sistema e di marketing territoriale. Il successo di questa strategia congiunta è più evidente dove si è riusciti ad abbassare le difese dei campanilismi e lavorare in squadra, come negli 11 comuni del Sud-Est, il più interessato dalla presenza di siti Unesco”. Lo dimostra il progetto, partito qualche settimana fa, di valorizzazione del sito di Pantalica.

Con l’imminente inserimento dell’itinerario arabo-normanno nella World Heritage List la Sicilia proporrà infatti un numero di siti Unesco (7) pari a quelli dell’Italia meridionale. Il progetto dei Siti Unesco che l’Assessorato  sta portando avanti prevede la realizzazione di un Museo virtuale in ognuno dei 7 siti con l’utilizzo di tecnologie digitali e applicazioni per smartphone. Naturalmente è incluso un portale web dei siti che si connetta con altre iniziative culturali e con gli altri siti Unesco dell’area mediterranea. “Consapevoli della responsabilità di dover tutelare e valorizzare un patrimonio archeologico e storico-artistico unico, connotato da una straordinaria concentrazione dei siti Unesco, – conclude l’assessore –  ci avviamo da una parte a realizzare progetti sui principali poli museali, da anni in cantiere, ma oggi finalmente partiti grazie al programma POIN, dall’altra ad una stagione di innovazione tecnologica, indicata dalla linea guida principale della programmazione europea 2014-2020, capace di rendere ancora più emozionante un viaggio in Sicilia”.

Il patrimonio diffuso della Sicilia merita un viaggio tra i percorsi turistico-archeologici meno convenzionali, allo scopo di incentivare la conoscenza dei siti sconosciuti. Diventano concreti gli itinerari alternativi, presentati alla Borsa di Paestum a novembre 2013, che  si snodano tra i tesori sommersi delle isole Egadi; la via Valeria, strada romana che connetteva Messina a Marsala; i siti di Sabucina, Polizello, Lentini, Pantalica e Thapsos, custodi delle origini della Sicilia;  i castelli medievali dell’entroterra siciliano, da Gela a Sperlinga; la Catania sotterranea; i teatri greco-romani più piccoli, fra cui quelli di Tindari, Palazzolo, Eraclea Minoa.

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