PALERMO – “Avevo coltivato la speranza di poter continuare a scontare la mia pena ‘in affidamento’ al servizio del piu’ bisognosi, di quelli che come me cercano e hanno bisogno di speranza. I giudici del Tribunale di Sorveglianza hanno deciso che io debba rimanere in carcere per il resto della pena. Non sono ancora rieducato e risocializzato. Come sempre e come e’ giusto e doveroso accetto e rispetto la sentenza”. Lo dice l’ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro, che sta scontando una condanna a 7 anni per favoreggiamento aggravato di Cosa nostra, il giorno dopo la decisione del Tribunale di sorveglianza di rigettare la richiesta di essere affidato ai servizi sociali. “Vivro’ ancora il mio carcere con tutte le sue privazioni, con sofferenza, con fatica – aggiunge Cuffaro – ma sempre con fiducia e speranza. Luogo difficile, pesante, pieno di miseria ma anche ricco di umanita’, solidarieta’ e di nuovi amici. E’ la famiglia che mi manca, il calore delle tante persone che ho lasciate e che mi vogliono bene. Riesco qua dentro a donare abbracci e sorrisi, a riceverne”. Gli manca, pero’, conclude l’ex governatore, “poter vedere il cielo tutto intero, mi manca l’orizzonte che mi e’ impedito, mi manca il respiro lungo della vita, mi manca lavorare per la mia terra. La vita va accettata cosi’ com’e’, la ricompensa che essa ci da’ e’ vivere, per poter continuare a credere, amare, sperare.
di Redazione 3
Sab, 09/05/2026 - 12:52

