ROMA – Forza Italia dice addio al governo di larghe intese e ufficializza l’uscita dalla maggioranza che sostiene Enrico Letta.
“Abbiamo chiamato il presidente della Repubblica per informarlo”, che Forza Italia esce dalla maggioranza per passare all’opposizione, annuncia Paolo Romani, presidente dei senatori di Forza Italia. Per Romani, l’esecutivo “si e’ sottratto al confronto in piu’ di una occasione e potrei citare data e orario di ogni singola nostra richiesta di incontro”, ha aggiunto Romani: “l’ultima occasione e’ stata con il maxi emendamento alla legge di stabilita’ che ha avuto i suoi ritardi e che, come ha spiegato il ministro Franceschini in aula, dovrebbe riprendere il lavoro della commissione e gli emendamenti, tanti, che non sono stati votati in commissione Bilancio. In piu’ di una occasione”. La prima iniziativa sara’ quella di votare contro la legge di stabilita’: “Il maxi emendamento presentato dal governo e’ totalmente irricevibile”, spiega Romani.
“Abbiamo chiesto piu’ volte incontri con il governo ma la nostra impressione – ha aggiunto l’esponente azzurro – e’ stata di disinteresse totale alle nostre richieste. Ci siamo sentiti buttati fuori dalla maggioranza”. Enrico Letta, poco prima dell’annuncio di Romani, aveva risposto cosi’ ai giornalisti che gli chiedevano un commento alle prese di posizione di Forza Italia: “Di fronte alle 24 ore che il nostro Paese si appresta a vivere, dal voto di fiducia stasera agli altri di domani al Senato, da parte mia e’ necessario non aggiungere parole che finiscano per rendere confusa una situazione gia’ non semplice”. “Io – ha proseguito Letta – mi concentro nel dire questo: noi siamo un Paese che ha un drammatico bisogno di crescere e di agganciare la ripresa”.
Secondo Letta “perche’ si torni a crescere e si agganci la ripresa c’e’ bisogno che in Italia ci sia una situazione non caotica, e’ quello su cui sto lavorando incessantemente da sette mesi e anche oggi”. Intanto anche oggi Silvio Berlusconi ha proseguito la sua offensiva mediatica, alla vigilia del voto al Senato sulla decadenza: “Domani scendono in piazza tutti i cittadini che sono fortemente preoccupati per quanto sta accadendo e che hanno a cuore il futuro del nostro Paese e scendono in piazza non per difendere Silvio Berlusconi ma perche’ hanno a cuore la democrazia del Paese”, ha detto il leader di FI, sottolineando che la manifestazione sara’ “assolutamente pacifica e legittima”. Una implicita risposta alla dura nota de Colle di domenica, accompagnata peraltro dalla promessa che “sara’ solo l’inizio”.
Le parole sulla piazza scatenano intanto la reazione Pd.
“Stiamo assistendo a un’escalation con toni sempre piu’ violenti da parte di Berlusconi”, e’ l’allarme di Danilo Leva, responsabile Giustizia del Partito Democratico, per dire che “invocare la piazza contro una sentenza emessa da un tribunale rappresenta un punto di rottura con la storia della Repubblica e con il nostro sistema democratico”. Di piu’, osserva il dirigente Pd, “e’ una strategia che mira a produrre tensione logorando il Paese e che rende Berlusconi sempre piu’ anti-Stato”.
Il Pd era gia’ tornato a respingere gli appelli “alla coscienza” che arrivano dall’ex premier. “L’appello di Berlusconi e’ l’ennesimo tentativo per evitare di sottostare alla legge: la nostra Costituzione, all’articolo 27 dice che si e’ innocenti sino al terzo grado di giudizio. Ecco, al terzo grado vi si e’ arrivati e la legge ha detto che Berlusconi nella fattispecie e’ stato dichiarato colpevole”, rimarca Roberto Speranza.
Cosi’ a Pier Ferdinando Casini non resta, di fronte alla levata di scudi registrata in proposito, che sottolineare che la sua proposta “e’ semplicemente condivisibile o meno, e io rivendico l’individuazione di una strada lineare che evita ogni tensione e determina da parte del Senato la presa d’atto di una interdizione gia’ decisa dalla magistratura”. Dunque, “con grande rispetto verso tutti i colleghi, la mia proposta non e’ ne’ irricevibile ne’ strampalata, come sostiene l’ottimo Dario Stefano” e se nessuno vuole accettare un time out prima del voto “ciascuno si assumera’ le proprie responsabilita’, come sempre”.
Resta acquisito che domani l’Aula del Senato, con una seduta unica, con sospensione dalle 14 alle 15, discutera’ e votera’ la proposta della Giunta delle elezioni sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Il voto sugli odg iniziera’ alle 19. Per le 21, fa sapere, l’ex premier sara’ in studio da Bruno Vespa.
FI esce dal governo. Berlusconi:”Da oggi siamo all’opposizione”
Mar, 26/11/2013 - 20:31
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