Addio alla Nissa: era prevedibile…

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    CALTANISSETTA – Lo slogan entusiastico era la Nissa ai Nisseni: sì…per farla fallire! Il risultato è stato raggiunto con l’impegno, la perseveranza e l’aiuto (in senso ironico) dell’intera città intesa come amministrazione, imprenditoria e tifoseria. La Nissa ormai è soltanto un ricordo che accompagnerà i discorsi dei nisseni. Negli ultimi giorni, sembrava essersi aperto uno spiraglio che incrementasse le residue possibilità di salvezza societaria, alimentate dall’interessamento di Rudy Maira e di alcuni professionisti. Così dopo lo scorso anno, culminato nella retrocessione in Eccellenza, con una serie di record negativi nazionali che hanno mortificato il blasone della gloriosa Nissa, com’era da qualche tempo ampiamente prevedibile, si è consumata la “sparizione” della prima squadra calcistica cittadina. Ricordiamo con entusiasmo il 16 febbraio 2012 allorquando un gruppo di tifosi dirigenti, capeggiati da Gabriele Roccia, assunse le redini della società biancoscudata: di quel gruppo faceva parte  Luigi Abbate; Calogero La Mendola; Carmelo Milazzo; Alessandro Silverio; Luigi Palermo; Giuseppe Stella. Poi progressivamente le vicende di questa dirigenza sono state avvolte da una fitta nebbia informativa: non si sa chi rimaneva in seno alla società o chi non ne faceva più parte. Oggi, 06 agosto 2013, dunque dopo poco più di 17 mesi, il prevedibile risultato: il crack! Della scorsa stagione salviamo soltanto un manipolo di ragazzini che hanno tenuto alto il nome del capoluogo nisseno, sul resto speriamo cali presto l’oblio. Debiti, menzogne, conferenze stampa indette ma mai realizzate, quadri debitori o pseudo tali in cui per rendersi conto della verità, forse sarebbe servito l’aiuto del mago Otelma. Un coagulo di situazioni “incredibili”:  l’unico dato credibile è stato l’addio alla Nissa. Adesso come di consueto i bar e le vie del capoluogo nisseno si riempiranno di chiacchiere concernenti questo evento, cercando di trovare i responsabili o con il tentativo di chi ha avuto colpe di trovare credibili giustificazioni.

    27 Commenti

      • con uno stadio da 15.000 posti come il tomaselli la nissa dovrebbe essere costantemente almeno tra lega pro e serie d …è una vergogna he squadre come sarradifalco e san sebastiano sanno il fatto loro e a caltanissetta non riescono nemmeno a mantenere un’eccellenza!!!

    1. Sono molto dispiaciuto per il fallimento della Nissa. 35 anni fa quando lasciai Caltanissetta per poter andare al nord dove ho trovato un lavoro sicuro per il resto della mia vita! Quell’anno la Nissa vinse il campionato con Bandinu, Italia Colombo, Maira,Bedetto Anzaldi Tirrito. De Maria e’ compagni.Il segretario era Raimondo Lupo, Un’uomo esperto e capace di calcio. Erano periodi difficili, ma riuscivano sempre a fare il pieno al Palmintelli facendo sempre delle squadre competitive. Da premettere che non c’erano le strutture sportive che ci sono adesso. La Nissa quando giocava in casa la Domenica il campo era sempre impegnato per tutta la mattinata dai campionati minori.(quei poveri cristi dei custodi di allora, più delle volte in meno di un’ora mettevano tutto apposto per poter far giocare la Nissa!) quindi: cari signori nonostante tutto a quei tempi,con lo stadio di adesso i tifosi di allora potevamo benissimo fare la erie C,e oltre con qualche aiuto economico in più. Negli ultimi 35 Anni cosa avete fatto di più di allora?fallimenti e retrocessioni vergognose!

    2. il vero problema della nissa èla gente che gli gira attorno….i soliti che gestiscono i settori giovanili e da anni sono stati dirigenti della nissa,non voglio fare i nomi,ma chi capisce sa a chi mi riferisco(basta passare davanti il palmintelli)non capite che sono loro che fanno fallire la nissa?si approfittano delle poche entrate per arricchire le poche tasche,hanno il monopolio della squadra……pseudo tifosi…SVEGLIATEVI!!!!cacciateli a calci nel culo invece di osannarli e adorarli….mandateli via(calcisticamente)dalla nostra citta!!!!!!!!!!!!basta ci avete stancato!!!!!approfittatori e incompetenti!!!!!!!con i vostri settori giovanili di xxxxx,creati alle spalle della nissa!!!!!!!BASTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      • E non finisce qui caro sig Ezio. Tra poco a qualcuno di questi gli daranno un impianto in gestione. Costruito con o soldi dei cittadini e consegnato a privati x cui chi vuol giocare dovrà pagare. Non finisce qui la vergogna .

    3. Il fallimento della Nissa sta a dimostrare che Caltanissetta è una città morta a livello economico, imprenditoriale e politico
      VERGOGNATEVI!!!

    4. Ci vuole gente nuova ,ormai dei soliti vecchi non sappiamo cosa fare e cosa aspettare. Bisogna affiliarsi a societa di b e gestire il vivaio in collaborazione. Leggere frasi tipo finalmente o simili fa male , sarebbe meglio il silenzio.

    5. Peccato, a San Cataldo no pensavamo ad altro che al DERBY…ci mancherà tanto, che nostalgia…impossibile pensare che nessun imprenditore nisseno possa prendere a cuore le sorti della Nissa…A volte venivo a vedere delle partite della Nissa e ricordo che i dirigenti erano tutti li seduti in tribuna stampa come dei VIP, come degli intoccabili, che si vantavano solo dell’attribuzione della parola dirigente…
      I veri dirigenti si vedono anche in questi momenti…pensateci bene, avete ancora una notte per tentare la missione impossibile (un giorno di tolleranza è ammissibile).
      Forza Sancataldese! Crediamo ancora nel derby, quello vero con Voi!

    6. ma blasone de che? delle oltre 100 provincie italiane è l’unica insiema a isernia, ragusa, enna, aosta, bolzano, imperia, a non avere mai giocato in serie B. e le altre che sono……., se la nissa è blasonata????????? non ci sono + soldi se qualcuno li ha li tiri fuori. parlare è facile, anche i politici parlano x slogan elettorale, se ci crede l’onorevole maira tiri fuori i soldi personalmente.
      e con gli incassi dello stadio non vai da nessuna parte. sassuolo l’anno scorso ha fatto 3000mila spettatori di media. ma hanno un presidente ricco e puntato storicamente sul settore giovanile. adeguamoci

      • Massimiliano, il Sassuolo è sponsorizzato da MAPEI, cioè una delle più grandi aziende italiane. La Nissa non ha mai avuto uno sponsor forte, ma solo gente piena di buona volontà, e molte volte anche incompetente e approfittatrice. Ho citato Campofranco, che ha 3.000 abitanti e ha sfiorato la D, ha avuto 1.000 spettatori a partita (gente proveniente anche dai paesi limitrofi) e una buona dirigenza e sponsorizzazione. La Nissa poteva diventare una realtà se nei decenni passati la più importante azienda della città, gente che produce un ottimo amaro, avesse investito sul calcio locale oltre a riempire di cartelloni gli stadi di S. Siro e dell’Olimpico. Ma non ne faccio una loro colpa, un’impresa è libera di investire i propri soldi come vuole e dedicarsi al business come meglio crede, ci mancherebbe, ma è un dato di fatto.

        • sacrosanto quello che scrivi, e dici bene, ognuno è libero di investire come meglio crede. in tutti i casi penso che ha parte la serie A, x il resto inutile pensare di fare investimenti nel calcio. bisogna progettare una buona politica giovanile e provare a vincere qualche campionato. e poi siamo realisti: la ns. realtà (parlo di caltanissetta) può ambire al massimo ad una onesta serie C con qualche puntatina in serie B…… è poi ci vuole un campo di calcio ad
          atto al calcio. io ad esempio non mi trovo a vedere le partite al pian del lago. un pò come la juve al “delle alpi”. brutto, scomodo e freddo. magari un campo + piccolo e confortevole può suscitare entusiasmo

      • Ma scusatemi chi è quell’impresario che va ad investire un milione di euro sapendo di non ricavarne neanche il 10%? Ma lo sapete quanto guadagna un DILETTANTE che giocava nella Nissa?

    7. LA COLPA E’ SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DELLA CITTA’E DEI NISSENI, NON PUO’ ESISTERE UNA SQUADRA DI CALCIO SENZA TIFOSI PAGANTI, FORSE NEI CAMPIONATI DELL’ORATORIO. PER QUALE MOTIVO UNO O PIU’ IMPRENDITORI DOVREBBERO FARSI CARICO DI SPESE INSOSTENIBILI PER POI VEDERE AL CAMPO 100 TIFOSI PAGANTI? E NON SI PENSI CHE CON I POCHI EURO ( QUANDO CI SONO) DI CONTRIBUTO COMUNALE SI POSSA SOSTENERE UN CAMPIONATO IN QUELLA CATEGORIA. QUINDI CARI PSEUDO TIFOSI NON INCOLPATE NESSUNO, IL TEMPO DEI BENEFATTORI E’ FINITO!! CHI PENSA O DICE CHE AVREBBE FATTO MEGLIO DELLE PRECEDENTI GESTIONI POTEVA FARSI AVANTI E METTERE I SOLDINI SUL PIATTO!!
      COME SI DICE.. CON IL CU.O DEGLI ALTRI SIAMO TUTTI TIFOSI..

    8. La Nissa è scomparsa più di 20 anni fa… poi arrivò il Caltanissetta di Privitera, appena qualche anno e ci fù il secondo fallimento ed arrivò il Sommatino… insomma siamno al terzo fallimento, tutto prevedibile o no? Per cui scrivere ancora “blasone” o “gloriosa” mi pare fuori luogo…

      • Gloriosa era la Nissa di Piazza, Tirrito, Turco, Savoia, quando il Palmintelli era strapieno e si vedeva un bel calcio.

    9. Vergogna!Campofranco, un paese di 3.000 abitanti della ex Provincia di Caltanissetta, ha sfiorato la promozione in serie D andando a fare gli spareggi in Basilicata e Puglia. Ma la scomparsa della Nissa è lo specchio della città, divenuta oramai un paesone privo di identità ed orgoglio.

      • Sono d’accordo con te, ormai Caltanissetta ahimè è diventata un paesone e basta; anche nel campo sportivo come in quello economico, dirigenziale e politico, Caltanissetta è una città di serie Z.

    10. Questo è il triste risultato di una “pseudo dirigenza” raccogliticcia, povera e presuntuosa!!!
      Fateci il favore non mettete più piede in un impianto sportivo !
      La città ve ne sarà grata!!! VERGOGNA!!

    11. l’interessamento dell’onorevole Maira era da elogiare se non dava
      ascolto ai vecchi dirigenti e non si sedeva a tavolo con gente
      che con il calcio ci campa………………………..

      • Con un allenatore bravo come fama e tanti atleti locali supportati da 3. O 4 elementi di categoria si poteva fare un campionato sereno di eccellenza con meno di 60 Mila euro . Ad Agrigento arriva l Enel con l interessamento di big politici e versa in pubblicità 300 Mila euro . La differenza sta nel peso dello sponsor. Chi spinge una multinazionale a dedicare una fetta del budget pubblicitario ? Non abbiamo persone che spostano soldi otto forma di sponsor cosi capsi come gli agrigentini e il tutto si chiama fallimento . Un vero peccato.

        • l’ultima barzelletta dei magnifici 7 ora danno la colpa a Dugo
          ma silverio abbate mentre parlavano con l’on.le Maira non lo sapevano ………………………
          meno male che……………………….

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