SAN CATALDO – Continua la “bagarre” politica tra l’amministrazione comunale e l’ex assessore al Bilancio Filippo Vullo sulla “paternità” della questione delle permute territoriali, tema sul quale oggi si starebbe addivenendo ad una soluzione. A rispondere all’ex amministratore è l’attuale assessore al Bilancio Lorena Leonardi: “Il dottore Vullo dimostra di non conoscere assolutamente gli atti e l’iter seguito dalle precedenti amministrazioni e il diverso iter amministrativo seguito dal sindaco Francesco Raimondi. Per l’ex assessore la vicenda delle permute territoriali è stata risolta dall’onorevole Pagano, in quanto deputato nazionale ed ex componente della commissione Finanze. E solo per questo motivo deve essere, in ogni caso, attribuito a lui il merito, indipendentemente dai fatti e dagli atti a sostegno di un diritto. Ma allora perché non è stata risolta prima nei precedenti quindici anni? Per applicare una sentenza passata in giudicato non ci vogliono tutti questi anni. Non ci vuole una conoscenza profonda del diritto per sapere che una sentenza passata in giudicato va subito applicata richiedendo semplicemente l’attuazione se non autonomamente adottata. Se la sentenza non è stata applicata prima e se le rendite catastali nono sono state adeguate è solo perché nessuno prima aveva seguito l’iter conseguente a quanto deciso dalla Commissione Censuaria Centrale di Roma. Risulta evidente, quindi, che in precedenza non è stato seguito l’iter burocratico, fondato sulla sentenza, come effettivamente risulta negli atti. Come mai questa influenza dell’onorevole Pagano, di cui parla il dottore Vullo, viene fuori dopo sedici anni, mentre non ha avuto nessun effetto e tutti i quindici anni precedenti quando si sono succedute le amministrazioni da lui volute e sostenute? Questa è un’argomentazione a dir poco paradossale e lascio il giudizio ad ogni singolo cittadino. Poi fa riflettere il concetto che il dottore Vullo ha dello Stato di Diritto. E’ indubbio che l’onorevole Pagano si spende per la sua città, come ogni politico locale, ma in questa vicenda non è stato determinante per la soluzione del problema perchè le amministrazioni comunali da lui volute e sostenute non hanno seguito l’esatto iter burocratico-amministrativo. Solo dopo la conclusione dell’iter amministrativo, portato avanti dal sindaco Raimondi, e a seguito dell’istanza dallo stesso presentata il 18 dicembre 2012, fondata sulla sentenza della Commissione Censuaria Centrale, la direzione Centrale Catasto e Cartografia dell’Agenzia delle Entrate di Roma ha deciso la perequazione delle rendite catastali, riducendo quelle degli immobili della zona trasferita in permuta da Caltanissetta a San Cataldo. Negli atti risulta, così come è stato prospettato dai dirigenti dell’ex Agenzia del Territorio negli incontri avuti con il sindaco Raimondi, che in base all’iter burocratico – amministrativo seguito dalle precedenti amministrazioni le prospettive che si profilavano erano due, la prima riguardava l’emanazione di un eventuale decreto ministeriale che definisse le tariffe d’estimo dell’intero territorio di San Cataldo, cioè della zona già di San Cataldo e di quella ricevuta in permuta di Caltanissetta. La prima eventualità era molto remota, considerato che tale provvedimento del Governo nazionale difficilmente poteva essere adottato solo per questo nostro caso specifico. La seconda via chiaramente era molto pericolosa, perchè poteva anche succedere che venissero aumentate le tariffe degli immobili della zona già ricadente a San Cataldo. Il sindaco Raimondi per scongiurare un tale danno a carico dei cittadini e per risolvere definitivamente il problema ha percorso un nuovo iter fondato sulla sentenza della Commissione Censuaria Centrale per la perequazione delle permute e a seguito dell’istanza presentata il 18 dicembre 2012 la Direzione dell’Area Servizi Catastali di Roma delle Agenzie delle Entrate ha deciso di procedere alla perequazione, riducendo le rendite catastali degli immobili della zona acquisita in permuta da San Cataldo e compresi nella “zona censuaria 2″ di Caltanissetta e lasciando inalterate le rendite catastali della zona unica di San Cataldo che sono più basse. Tutto è stato illustrato in modo chiaro dal sindaco nel suo intervento sulla stampa del 19 maggio scorso. Questo risultato del sindaco Raimondi è suffragato da atti e fatti e mai nessuna illazione, difesa d’ufficio, attacco irriguardoso, potrà annacquarlo”.
di Redazione 3
Lun, 09/03/2026 - 12:59

