CALTANISSETTA – Il Comitato di redazione del Giornale di Sicilia ha annunciato di avere proclamato per oggi un giorno di sciopero in modo da impedire domani l’uscita nelle edicole del quotidiano. “Il comitato di redazione – si legge in una nota – è impegnato da anni in un serrato confronto con l’azienda e con grande responsabilità e buon senso ha firmato uno stato di crisi che ha prodotto 13 prepensionamenti e gravosi sacrifici per tutti i redattori. L’azienda di contro non ha realizzato alcun piano di sviluppo e iniziative di rilancio. L’unico segnale di novità è stata la riassunzione del condirettore pensionato Giovanni Pepi, a fronte di una ulteriore drastica riduzione di organico. Per contrastare questa politica che mortifica la redazione e rende il giornale sempre meno competitivo, il Cdr ha proclamato lo sciopero”.
“Ancora una volta una azienda editoriale tende a scaricare i costi della crisi strutturale del settore sui giornalisti e sulla parte redazionale in genere. L’Associazione Siciliana della Stampa condivide pienamente le ragioni dello sciopero indetto dai colleghi del Giornale di Sicilia che trova le proprie ragioni nelle inadempienze dell’azienda rispetto agli accordi sottoscritti in base ai quali la via d’uscita individuata concordemente rispetto alla crisi dell’azienda comportava pesanti e onerosi tagli a carico della redazione ma, contestualmente, anche l’impegno dell’azienda a rilanciare il giornale investendo sulla professionalità dei giornalisti”. E’ quanto si legge in una nota dell’associazione siciliana della Stampa. “Ai sacrifici della redazione – prosegue la nota – non è corrisposto, invece, altrettanto impegno dell’azienda. Come è emerso proprio pochi giorni fa al momento della presentazione del rapporto della Fieg sullo stato del settore editoriale in Italia, è impensabile superare l’attuale crisi pensando di scaricarne i costi su una sola parte. Gli editori hanno chiamato i giornalisti a essere compartecipi di scelte che guardino avanti aprendo prospettive nuove di rilancio. I giornalisti non si sottraggono a questo impegno ma è assolutamente indispensabile, oltrechè moralmente doveroso, che la parte editoriale compia fino in fondo ogni azione mirante alla ripresa”.

