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Truffa. A giudizio padre e figlio di Mussomeli con l’accusa di aver falsificato le firme di due anziani

Redazione

Truffa. A giudizio padre e figlio di Mussomeli con l’accusa di aver falsificato le firme di due anziani

Dom, 21/10/2012 - 20:37

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MUSSOMELI – Due mussomelesi sono finiti sotto giudizio perché accusati di aver falsificato le firme di due anziani per trarre benefici economici dallo sfruttamento di un latifondo. Francesco e Salvatore Mistretta, padre e figlio di 66 e 36 anni sono comparsi davanti al giudice monocratico del Tribunale di Palermo: è proprio nel capoluogo, infatti, che furono presentati i documenti falsificati. Le accuse per i due mussomelesi sono di falso e truffa. I proprietari dei 155 metri quadri di terreno sito in contrada Mappa, Onofrio Amorelli, palermitano di 83 anni, la moglie Santa La Spina di 73 anni e la figlia Antonella si sono costituiti parte civile. Da parte loro i Mistretta, difesi dagli avvocati Nino Zanghì e Salvatore Vizzini, respingono le accuse sostenendo di non aver mai avuto alcun interesse a commettere il falso. Il fondo oggetto della contesa era appartenuto al principe Spatafora e poi all’ex ministro Salvatore Cardinale che lo aveva venduto agli Amorelli, questi ultimi poi nel 2005 lo avevano dato ai Mistretta col permesso di sfruttarlo per la caccia. Nel 2009 la figlia degli Amorelli si era nuovamente recata nel terreno scoprendo un cartello dell’assessorato regionale che avvisava della “riperimetrazione” del fondo, richiesta che avrebbe consentito la concessione di ulteriori finanziamenti finalizzati all’istituzione di un’azienda faunistico-venatoria: a consentire questa presentazione due dichiarazioni con le firme, false secondo l’accusa, dei due anziani. Sempre nello stesso periodo Antonella Amorelli avrebbe scoperto che il Comune di Mussomeli aveva autorizzato il cambio di destinazione d’uso del terreno da deposito a civile abitazione. Anche in questo caso le firme sarebbero state falsificate.