Il Codacons, la più importante organizzazione di protezione ambientale e di tutela dei consumatori, interviene duramente sulla grave emergenza incendi che sta colpendo la Sicilia.
Nelle ultime ore decine di roghi hanno interessato diverse zone dell’Isola, impegnando senza sosta Vigili del Fuoco, Corpo forestale, Protezione civile, volontari e forze dell’ordine. Particolarmente critica la situazione nell’Agrigentino, nell’area compresa tra Bivona e Santo Stefano Quisquina, dove le fiamme hanno minacciato il centro abitato e reso necessario lo sgombero precauzionale di oltre cento persone.
Numerosi interventi sono stati effettuati anche nel Palermitano e nel Catanese. Le fiamme hanno interessato, tra le altre, le aree di Castronovo di Sicilia, Librino, Belpasso, Zafferana Etnea, Adrano, Caltagirone, Mascali e il bosco Vaito, nel territorio di Licodia Eubea, mettendo a rischio abitazioni, aziende agricole, coltivazioni, infrastrutture e patrimonio boschivo.
“La Sicilia continua a bruciare e ogni estate assistiamo allo stesso drammatico copione, con incendi che si avvicinano ai centri abitati, cittadini costretti ad abbandonare le proprie case, aziende danneggiate e operatori chiamati a intervenire quando le fiamme sono ormai difficili da controllare — afferma il Codacons —. Non è accettabile che la gestione dell’emergenza continui a dipendere quasi esclusivamente dal sacrificio e dalla professionalità degli uomini impegnati sul campo”.
Per il Codacons, la prevenzione deve tradursi in interventi concreti e verificabili, attraverso la pulizia dei terreni, la manutenzione delle aree boschive, la realizzazione e il ripristino dei viali tagliafuoco, una maggiore sorveglianza del territorio e una disponibilità adeguata di personale, mezzi terrestri e risorse aeree.
L’associazione ricorda che la Protezione civile regionale aveva già diramato specifici avvisi sul rischio incendi e sulle ondate di calore, segnalando condizioni di elevata pericolosità nell’Isola.
Il Codacons chiede che siano accertate con urgenza le cause dei singoli incendi e che, qualora emerga una matrice dolosa, i responsabili siano individuati e perseguiti con la massima severità prevista dalla legge.
L’associazione domanda inoltre una verifica pubblica e trasparente sull’attuazione delle misure regionali di prevenzione, sull’impiego delle risorse disponibili, sull’effettiva operatività dei mezzi antincendio, sulla manutenzione del territorio e sui tempi di risposta registrati nelle aree maggiormente colpite.
“Il Governo regionale non può limitarsi a richiamare le condizioni climatiche sfavorevoli o l’eventuale azione criminale dei piromani — sottolinea il Codacons —. Il caldo e il vento possono favorire la propagazione delle fiamme, mentre l’origine dei singoli roghi dovrà essere accertata dalle autorità competenti. Alle istituzioni spetta però il dovere di preparare il territorio, ridurne la vulnerabilità e garantire un sistema di prevenzione e intervento capace di proteggere efficacemente la popolazione”.
“Quando un’intera regione si ritrova ancora una volta esposta allo stesso rischio, nonostante gli allarmi e le drammatiche esperienze degli anni precedenti, emerge una responsabilità politica che non può essere ignorata. Il Governo regionale prenda atto del fallimento delle politiche di prevenzione e protezione del territorio e rassegni le dimissioni. La Sicilia ha bisogno di una guida capace di programmare, prevenire e proteggere concretamente i cittadini, l’ambiente e l’economia, non di amministrare ogni estate l’ennesima emergenza”. conclude il Codacons.

