Nel giro di sette anni sono scomparsi quasi 100 mila negozi: e’ allarme desertificazione. Il commercio al dettaglio registra un calo da 666mila a 570mila con un calo del -14,4%. Sono i dati del Primo Rapporto sul commercio di Confcommercio. A pagare il prezzo piu’ alto sono state soprattutto le piccole attivita’ di quartiere, quelle che da sempre popolano le nostre vie.
Il colpo piu’ duro lo hanno subito in modo particolare gli ambulanti con un -27,3%, seguiti dai negozi di beni culturali e ricreativi (come librerie, edicole e giocattoli), scesi del -21,9%, e dai piccoli minimercati e alimentari sotto casa, che registrano un -17,9%. A dare una forte spinta, si legge nel rapporto, a questa catena di chiusure e’ stata una tempesta perfetta: l’aumento dell’inflazione (+19,8% nel periodo), l’impennata dei costi energetici e le nuove abitudini di consumo sempre piu’ digitali.
In questo scenario di difficolta’ per i negozi tradizionali spicca pero’ l’eccezione delle farmacie, che crescono del +4,2% e si confermano un punto di riferimento fondamentale sul territorio, capaci di rinforzarsi ampliando la gamma di servizi offerti per la salute e il benessere.

