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Tre anni senza Silvio Berlusconi: la politica celebra il suo genio

Redazione

Tre anni senza Silvio Berlusconi: la politica celebra il suo genio

Ven, 12/06/2026 - 16:58

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Tre anni fa veniva a mancare Silvio Berlusconi. Il mondo della politica si è stretto nel ricordo dell’ex presidente del Consiglio e imprenditore italiano, che ha cambiato per sempre il volto dello Stivale e le abitudini dei suoi cittadini. Tra i primi a ricordarlo è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha affidato ai social il suo messaggio commemorativo. “Tre anni fa veniva a mancare Silvio Berlusconi. Resta il ricordo di un protagonista assoluto della vita politicaitaliana. Con lui abbiamo condiviso un percorso politico e di Governo, fondato su battagliecomuni, su una visione dell’Italia e sull’idea che l’amore per la libertà, il coraggio e la determinazione possano cambiare il corso delle cose. Quel percorso non si è interrotto e continua ancora oggi, con la stessa determinazione, al servizio di un’Italia forte, autorevole e orgogliosa. Anche nel suo ricordo”. Lo ha scritto su X la premier.

Il ricordo più intenso e movente del Cavalierearriva dal vicepremier Antonio Tajani, suo successorie in Forza Italia. “Un amico fraterno, un grande leader, un maestro, un campione in tutto. C’è stato tanto da imparare da lui”: così Tajani ha ricordato Berlusconi in un videomessaggio pubblicato sui social. “Questo era Berlusconi. Una persona per bene, sempre pronto con grande sensibilità ad aiutarti quando avevi anche momenti difficili, anche dal punto di vista personale”, ha aggiunto. Nel messaggio che accompagna il video, il segretario azzurro ha scritto: “Le tue idee e i tuoi valori continueranno sempre a camminare sulle nostre gambe. Silvio, Presidente, ci manchi!”. Tajani ha poi affidato alle pagine de Il Giornale una riflessione più ampia sul lascito politico e umano del fondatore di Forza Italia. “Di Berlusconi ci manca tutto: le intuizionipolitiche, la guida saggia e illuminata, ma soprattutto l’umanità profonda. Chi come me ha avuto il privilegio di lavorare con lui dal 1994, ma anche tutti i militanti che non lo hanno mai incontrato se non nei convegni e nelle manifestazioni, lo sentiva non solo come un leader ma come un amico, un punto di riferimento, oserei dire come un padre. Per questo il vuoto che ha lasciato è davvero incolmabile. Io ho il privilegio oggi di guidare Forza Italia, ma non mi sono mai considerato il suo successore. Ho fatto modificare lo statuto per assumere la carica di segretario politico, non di presidente, perché il nostro Presidentesarà sempre lui”.

Anche il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha voluto rendere omaggio all’ex presidente del Consiglio. “Ci manchi, Silvio”, ha scritto sui social, accompagnando il messaggio con una fotografia che lo ritrae insieme a Berlusconi e con la didascalia per sempre con noi Silvio. Al ricordo si è unito anche Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia. “C’è un tempo terreno scandito dai giorni che finiscono e c’è un tempo infinito dove idee e visioni sono destinate a rimanere intatte. Le idee e le visioni di Silvio Berlusconi accompagnano i nostri giorni con la loro immutata capacità di essere dirompenti e tranquillizzanti. A tre anni dalla scomparsa, il nostro tempo ci chiama a essere all’altezza dell’eredità di Berlusconi. Con quel faro che fa dell’ottimismo e dell’umiltà la chiave per provare a non deluderlo”.

Tra gli interventi più articolati figura infine quello del ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha ricordato il ruolo svolto da Berlusconi nella trasformazione politica e culturale dell’Italia. “A tre anni dalla sua scomparsa, è doveroso e bello richiamare all’attualità la figura eccezionale di Silvio Berlusconi. Imprenditore lungimirante, patriota liberal-socialista, modernizzatore di costumisociali capace di colorare l’offerta televisiva per gli italiani che sembravano rassegnati a una vita in bianco e nero, editore generoso, leader impolitico prestato alla politica per rompere la cappa soffocante di un sistema bloccato dalla guerra fredda della Prima Repubblica e crollato per mano giudiziaria. A lui dobbiamo il bipolarismo, la democrazia dell’alternanza, la solida volontà di governare con una destra matura e con il partito autonomista di Bossi, sussunto e costituzionalizzato”.

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