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Italia. L’insegnante uccisa, il nipote 17enne ha tentato di darle fuoco: ha colpito la zia con 20 coltellate. Trovato il corpo

Redazione

Italia. L’insegnante uccisa, il nipote 17enne ha tentato di darle fuoco: ha colpito la zia con 20 coltellate. Trovato il corpo

Mar, 16/06/2026 - 19:10

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Ha ucciso la zia con oltre venti coltellate, colpendola ripetutamente al collo e al torace. E poi ha tentato di dare fuoco al corpo, nel tentativo di cancellare le tracce di quanto aveva commesso. Con il ritrovamento del corpo della 53enne Chiara Guerra, l’insegnante di scuolamedia uccisa giovedì scorso dal nipote 17enne a San Stino di Livenza, in provincia di Vicenza, emergono i dettagli delle violenze e degli orrori completi dal giovane. Il cadavere della donna è stato rinvenuto martedì mattina poco prima di mezzogiorno nelle acque del fiume Loncon, un affluente del Lemene, in località Settesorelle, a diversi chilometri dal punto in cui era stato lanciato dal 17enne.

L’avvistamento è avvenuto nel corso delle ricerche da parte degli agenti della polizia locale della Città metropolitana di Venezia, che hanno immediatamente allertato i vigili del fuoco. Sono stati proprio i pompieri a procedere al recupero del corpo, parzialmente occultato e in parte contenuto in un sacco. Secondo quanto emerso dalle prime verifiche effettuate nel pomeriggio all’obitorio di Portogruaro, il corpo della vittima risultava alterato sia dalla permanenza in acqua, per alcuni giorni, sia dalle ustioni compatibili con un tentativo di combustione successivo all’aggressione.

La ricognizione cadaverica è stata eseguita dal medico legale Antonello Cirnelli con il supporto delle forze dell’ordine. L’arma del delitto non è invece ancora stata ritrovata: il giovane, secondo quanto riferito dagli inquirenti, avrebbe dichiarato di averla gettata nel corso d’acqua insieme con il cellulare della vittima. Ritrovato il corpo, che era il primo punto fermo dell’indagine, ora indaganti ed investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e il contesto in cui è maturato l’omicidio. Il minorenne – compirà 18 anni tra due mesi – è attualmente sottoposto a fermo, in una struttura del Trevigiano, e nella lunga confessione ha parlato di un rimprovero della zia come causa scatenante della sua furia omicida.

Un diverbio, sempre secondo il suo racconto, che sarebbe giunto al culmine di gravi dissidi famigliari per la gestione del ricco patrimonio immobiliare e degli altri beni dei nonni del ragazzo – ospiti di una casa di cura – nonché genitori della vittima. Sul fronte legale, la famiglia del 17enne si è affidata a un avvocato di fiducia con studio a Caorle. Il legale incontrerà il ragazzo probabilmente nella giornata di domani, mentre ha già ricevuto i suoi genitori, ma per l’incarico manca ancora il passaggio formale attraverso una Pec, così da poter subentrare all’avvocato d’ufficio nominato sabato notte, quando il fascicolo per omicidio volontario e occultamento di cadavere è transitato alla Procura dei Minori di Trieste.

La comunità di San Stino di Livenza resta sotto shock per l’accaduto. L’insegnante era molto conosciuta e stimata, punto di riferimento per generazioni di studenti. Il sindaco, Gianluca De Stefani, ha espresso cordoglio e ribadito la vicinanza ai familiari della vittima. “In collaborazione con l’Ulss 4 Veneto Orientale – ha fatto sapere – sono già stato attivato tutte le necessarie forme di sostegno e supporto psicologico,che resteranno a disposizione di studenti, insegnanti e di quanti ne sentiranno il bisogno”

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