Il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) per la Regione Siciliana interviene su una complessa e delicata vicenda burocratica che rischiava di travolgere una storica struttura di accoglienza per anziani. Con l’ordinanza del 16.06.26, i giudici amministrativi d’appello hanno accolto l’istanza cautelare proposta in appello dall’Associazione A.R.P.A.D.A. 2009 Onlus, assistita e difesa dagli avvocati Girolamo Rubino e Calogero Marino, sospendendo l’esecutività della precedente sentenza del TAR Palermo che aveva invece confermato la chiusura dell’attività.
Al centro del contenzioso vi era la comunità alloggio “Villa Francesca” operante a Cerda fin dal 2017.
A seguito di un’ispezione avvenuta a inizio 2025, il Comune di Cerda aveva improvvisamente disposto l’annullamento in autotutela della licenza d’esercizio (rilasciata ben sette anni prima) e la contestuale cancellazione dall’Albo comunale, adducendo presunte non conformità urbanistiche dell’immobile.
Contro tali provvedimenti, l’associazione ARPADA ha proposto impugnazione assistita e difesa dagli avvocati Girolamo Rubino e Calogero Marino.
I legali hanno dedotto in giudizio l’illegittimità dei provvedimenti adottati dal Comune di Cerda, evidenziando prima di tutto la violazione del termine perentorio di 12 mesi previsto dalla Legge 241/90 per l’esercizio dell’autotutela da parte della Pubblica Amministrazione.
L’annullamento d’ufficio era infatti intervenuto a distanza di oltre sette anni dal rilascio del titolo, senza che vi fosse alcun presupposto di falsità o dolo imputabile all’associazione conduttrice.
Inoltre, la difesa ha dimostrato l’assoluta buona fede dell’associazione e la successiva integrale sanatoria urbanistica dell’immobile, formalizzata dal Comune stesso con il rilascio del Permesso di Costruire in Sanatoria n. 10/2025.
Venuto meno qualsiasi difetto edilizio, l’ordinanza di chiusura risultava priva di reale utilità pubblica
Il CGA, sposando le tesi degli avvocati Rubino e Marino, ha operato un fondamentale bilanciamento degli interessi in gioco.
L’ordinanza del CGA, oltre a rilevare la violazione dei termini per esercizio del potere di autotutela da parte del Comune di Cerda, ha evidenziato che dinanzi a una “legalità urbanistica ormai integralmente ricostituita”, deve essere accordata prevalenza alla tutela della vita e della salute di soggetti vulnerabili, quali gli anziani e fragili ospiti della struttura, il cui allontanamento forzato avrebbe causato un sacrificio sproporzionato e un danno irreparabile.
Grazie al buon esito dell’istanza cautelare, la comunità “Villa Francesca” può continuare regolarmente a prestare la propria assistenza e i suoi servizi sul territorio, garantendo la serenità dei suoi ospiti e delle loro famiglie.

