A quasi dieci anni dall’avvio del servizio nella provincia di Caltanissetta, Samot si conferma un presidio essenziale di umanità, assistenza e vicinanza per decine di famiglie che affrontano il difficile percorso della malattia grave e del fine vita. L’associazione no profit, fondata a Palermo nel 1987, ha saputo costruire nel territorio nisseno un modello di cure palliative domiciliari capace di coniugare professionalità sanitaria e attenzione alla dimensione umana del paziente. Oggi, grazie al rapporto convenzionale con l’Asp, sono tanti i pazienti seguiti costantemente a domicilio da un’équipe multidisciplinare composta da medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti, assistenti sociali, operatori socio-sanitari, dietisti, logopedisti e volontari. Un lavoro quotidiano che non si limita all’assistenza clinica, ma che coinvolge l’intero nucleo familiare, accompagnandolo in una fase della vita segnata da fragilità e sofferenza. Nel corso degli anni, la presenza della Samot nel territorio nisseno ha rappresentato molto più di un semplice servizio sanitario. L’associazione ha infatti contribuito a diffondere una nuova cultura della cura, fondata sul rispetto della dignità della persona e sul diritto del malato a vivere le ultime fasi della propria esistenza nel calore della propria casa, circondato dagli affetti più cari. L’ambito domiciliare resta infatti il cuore dell’intervento dell’associazione. Gli operatori raggiungono quotidianamente le abitazioni dei pazienti seguendo programmi personalizzati costruiti sui bisogni specifici di ogni assistito. Un’organizzazione complessa che permette di garantire continuità assistenziale e sostegno costante, alleggerendo anche il carico emotivo e pratico delle famiglie. “Ci occupiamo di seguire i malati affetti da patologie cronico-degenerative in fase avanzata ed inguaribile attraverso un modello di cure palliative domiciliari”, spiega Dario De Lisi, coordinatore della Samot a Caltanissetta. “È un paradigma assistenziale che prende in carico il paziente insieme alla sua famiglia, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita attraverso il controllo del dolore, dei sintomi e mediante interventi di natura sanitaria, psicologica, sociale e spirituale”. In quasi dieci anni di attività a Caltanissetta, la Samot ha dato un contributo fondamentale anche dal punto di vista civile e sociale. In un tempo in cui la sanità territoriale è chiamata a rispondere a bisogni sempre più complessi, il lavoro svolto dall’associazione rappresenta un esempio concreto di integrazione tra istituzioni pubbliche, terzo settore e comunità. Il rapporto convenzionale con l’Asp di Caltanissetta, avviato ormai da anni, ha consentito di costruire una rete assistenziale capace di raggiungere numerosi comuni della provincia, offrendo supporto qualificato a persone spesso impossibilitate a spostarsi o a sostenere lunghi ricoveri ospedalieri. Il valore dell’esperienza Samot emerge soprattutto nella capacità di umanizzare la cura. Accanto agli interventi medici e infermieristici, assumono un ruolo centrale l’ascolto, il sostegno psicologico e la vicinanza relazionale, elementi indispensabili per affrontare il dolore e la paura che accompagnano la malattia. La presenza dei volontari, inoltre, rafforza ulteriormente il legame con il territorio e testimonia come la solidarietà possa diventare una risorsa concreta per la collettività. È proprio questo uno dei risultati più importanti raggiunti dalla Samot: avere trasformato l’assistenza domiciliare in un servizio di alto valore civile, capace di mettere al centro la persona e i suoi bisogni più profondi. Dopo quasi un decennio di attività nella provincia nissena, la Samot continua dunque a rappresentare un punto di riferimento indispensabile per pazienti e famiglie, dimostrando come le cure palliative non siano soltanto assistenza sanitaria, ma anche tutela della dignità umana, vicinanza e rispetto della vita fino all’ultimo istante.
Caltanissetta. Samot, quasi 10 anni di cure palliative: assistenza, dignità e vicinanza alle famiglie
Mer, 13/05/2026 - 11:47
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