Una “metamorfosi strategica” di Cosa Nostra. E’ uno degli elementi emerso nel corso delle indagini, coordinate dalla procura di Palermo, che stamattina hanno portato al fermo di 32 soggetti riconducibili al mandamento mafioso di Brancaccio. Cosa Nostra, sottolineano gli inquirenti, “non ha rinnegato la propria vocazione violenta e il controllo militare del territorio ma ha affiancato ad essi una moderna inclinazione affaristica, declinandola in chiave manageriale e comprendendo come il controllo di una parte importante del mercato legale può generare ricavi più remunerativi con molti meno rischi”.
Il quadro emerso da quelle indagini delinea una consorteria attiva, fondata sul controllo del territorio, sulla capacità intimidatoria, sulla gestione coordinata delle estorsioni, del traffico di stupefacenti, della disponibilità di armi, nonché sulla raccolta e redistribuzione di risorse economiche destinate anche al mantenimento dei sodali detenuti. (Adnkronos)
I fermati nell’operazione antimafia di carabinieri e polizia coordinati dalla Dda del capoluogo siciliano sono: Pietro Asaro, 55 anni, Antonino Borgognone, 63 anni, Salvatore Borgognone, 31 anni, Filippo Bruno, 36 anni, Francesco Capizzi, 35 anni, Giuseppe Caserta 51 anni, Sebastiano Castanetta, 28 anni, Ignazio Cinà, 37 anni, Maurizio Costa, 61 anni, Salvatore di Pasquale, 48 anni, Angelo Faraone, 32 anni, Paolo Filippone, 34 anni, Antonino Giuliano, 54 anni, Antonino Graviano, 49 anni, Mohamed Labidi, 33 anni, Cosimo Lo Nigro, 51 anni, Saverio Marchese, 61 anni, Antonino Marino, 48 anni, Pietro Mendola, 54 anni, Antonino Randazzo, 33 anni, Antonino Sacco, 71 anni, Carmelo Sacco, 37 anni, Francesco Salerno, 56 anni, Luciano Scrima, 37 anni, Matteo Scrima, 66 anni, Antonino Spadaro, 70 anni, Gaetano Spadaro, 48 anni, Pietro Tagliavia, 58 anni, Giacomo Teresi, 80 anni, Ignazio Testa, 39 anni, Giuseppe Vulcano, 37 anni e Filippo Marcello Tutino 65 anni. (ANSA).

