Trapani- C’è un filo sottile che attraversa secoli e latitudini dello spirito, e lega il silenzio di Assisi alle stanze affollate di simboli del Vittoriale. A seguirne il tracciato, sabato pomeriggio alla Biblioteca Fardelliana, è stato Angelo Piero Cappello, protagonista di uno degli appuntamenti più attesi dell’VIII edizione di TrapanIncontra, la rassegna curata dal giornalista e scrittore Giacomo Pilati e dedicata quest’anno al tema Ricostruire – La cura delle parole. Poeta, saggista, Direttore Generale della Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e fra i più autorevoli studiosi italiani di Gabriele d’Annunzio, Cappello ha presentato al pubblico trapanese il suo ultimo volume, Il Santo e il Poeta. Mito e rito di Francesco in Gabriele d’Annunzio, pubblicato da Ianieri Edizioni: un saggio che intreccia filologia, biografia e riflessione estetica, muovendosi con eleganza fra le pagine dannunziane e le architetture simboliche del Vittoriale. Al centro del dialogo, il rapporto inatteso fra due figure che sembrano appartenere a mondi opposti: il Poverello di Assisi e il Vate di Pescara. «In apparenza sono agli antipodi, e per molti versi lo sono davvero – ha spiegato Cappello -. Eppure si incontrano sul terreno che a entrambi appartiene per vocazione: la parola, la letteratura». Francesco guarda in verticale, verso l’alto, e nella natura riconosce il riflesso di Dio; d’Annunzio guarda in orizzontale, alla natura stessa, e la riconosce come divinità. Sguardi opposti, eppure tesi nel medesimo gesto: fare della parola l’equivalente del sacro. Cappello ha ricostruito l’intera parabola del mito francescano nell’immaginario dannunziano, dalle pagine di Alcyone, Notturno e Libro segreto fino alla scenografia sacralizzata del Vittoriale degli Italiani. «Ho lavorato su due tempi distinti. In un primo momento Francesco è parola viva, linguaggio letterario capace di trasformare il santo in figura mitopoietica. Poi, dal 1921, quando d’Annunzio si ritira al Vittoriale e smette di scriverne, il santo diventa il rito allestitivo intorno al quale il poeta costruisce il proprio apparato scenografico». Il Vittoriale, ha proseguito, è infatti «il racconto di sé attraverso le pietre vive che lo costituiscono», così come il Libro segreto lo è attraverso la parola. Motti francescani, paramenti sacri, la statua che presidia i giardini: chi oggi varca quella soglia entra in un apparato ritualistico interamente dedicato al santo di Assisi. Un incontro, quello di Cappello, che si è rivelato pienamente fedele allo spirito di questa edizione di TrapanIncontra: ricostruire un mito significa, in fondo, avere cura delle parole che lo hanno generato e di quelle che continuano, ancora oggi, a tramandarlo. TrapanIncontra fa parte della Rete dei Festival Letterari della provincia di Trapani.La Biblioteca Fardelliana aderisce a BiblioTP, la Rete delle Biblioteche della provincia di Trapani. Il catalogo online è disponibile all’indirizzo: https://bibliotp.regione.sicilia.it/opac/.do. Grazie a BiblioTP, gli iscritti possono accedere gratuitamente all’edicola digitale MLOL con oltre 7.700 quotidiani e riviste nazionali e internazionali, tramite computer, tablet e smartphone: https://bibliotp.medialibrary.it/home/index.aspx. Per ulteriori informazioni e aggiornamenti è possibile seguire i profili social ufficiali e il sito web della Biblioteca.
Il mito di Francesco nell’immaginario di d’Annunzio: Angelo Piero Cappello ospite di TrapanIncontra
Lun, 20/04/2026 - 10:22
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