“Non si rilevano al momento rischi di impatti diretti” della colata lavica in corso sull’Etna rispetto ai centri abitati né alle infrastrutture. Lo rileva la protezione civile regionale, guidata da Salvo Cocina. “Permangono tuttavia significative criticità potenziali legate all’afflusso di visitatori, con possibili ripercussioni sulla viabilità della Sp Mareneve e sul transito dei mezzi di soccorso, nonché rischi per la sicurezza di escursionisti non adeguatamente equipaggiati che tentino di avvicinarsi al fronte lavico”, osservano dal dipartimento di Protezione civile. Per questi motivi il Comune di Milo, sentito Cocina, ha adottato un’ordinanza di regolamentazione e di interdizione dell’accesso dalla strada di Pietracannone, diramazione della Sp Mareneve. L’accesso è consentito esclusivamente con guide vulcanologiche abilitate, in gruppi non superiori a dieci persone, “dotati di idonea attrezzatura tecnica e di sistemi di comunicazione radio”. Le regole scattano a partire dall’imbrunire. Considerato che un ulteriore flusso di visitatori si sta sviluppando dall’area del Rifugio Citelli, la Protezione civile ha invitato il sindaco di Sant’Alfio ad adottare “una idonea ordinanza di limitazione degli accessi”. Analogo invito è stato rivolto al sindaco di Zafferana, comune nel quale ricade la Valle del Bove. La situazione è tenuta sotto monitoraggio costante da parte delle strutture scientifiche e del sistema di Protezione civile. Un aggiornamento tecnico è previsto nel corso della videoconferenza delle 15 con il dipartimento della Protezione civile nazionale e l’Ingv. Cocina ha inoltre convocato un tavolo tecnico in videoconferenza con tutti gli enti competenti “per la valutazione dell’efficacia delle misure adottate e di quelle eventualmente da adottare, in relazione all’evoluzione del fenomeno”. (Sac/Dire)
di Redazione 3
Ven, 02/01/2026 - 14:08

