Salute

L’Italia non è un paese per bambini: sempre di meno e sempre più poveri

Redazione

L’Italia non è un paese per bambini: sempre di meno e sempre più poveri

Lun, 15/11/2021 - 16:22

Condividi su:

Le principali vittime di questa situazione, sono i minori. Tutto cio’ provocato “dalla assurda disattenzione da parte della classe politica nei confronti dei diritti dei minori” come ha detto Claudio Tesauro, residente Save the Children Italia presentando la XII edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia 2021 ” 1% dei bambini ha accesso al contro 30,4% dei bambini che nascono nella provincia di Trento. Anche crescendo, le disuguaglianze non spariscono: in Italia solo il 36,3% delle classi della scuola primaria usufruisce del tempo pieno con la provincia di Milano in testa, con una copertura del 95,8% delle classi, e quella di Ragusafanalino di coda, con appena il 4,5% di copertura.

 Cosi’ un bambino che vive in Sicilia accumula alla fine delle elementari un anno di scuola in meno rispetto ad coetaneo in Lombardia che accede al tempo pieno. In Italia la percentuale di ragazzi tra i 18 ei 24 anni che non studiano e non hanno concluso il ciclo d’istruzione raggiunge il 13,1% rispetto alla media europea del 9,9% e quella di Neet, i giovani tra i 15 ei 29 anni che non lavorano, non studiano e non sono inseriti in alcun percorso di formazione, raggiunge il 23,3% contro la media europea 13,7%. 

Il Pnrr e Next Generation possono essere l’occasione per invertire questa tendenza ma “il rischio”, secondo Tesauro, e’ che “i fondi vadano a chi e’ piu’ bravo a programmare”, in particolare alle Regioni e ai comuni piu’ virtuosi per questo e’ indispensabile “aiutare chi e’ ritardo”. Una rassicurazione “per abbattere il muro della disuguaglianza” e’ arrivata dalla ministra per il Sud Mara Carfagna spiegando durante la presentazione che, oltre ai fondi del Pnrr per gli asili nido ci sono per “la prima volta” nella legge di anche bilancio le risorse per trasformare “finalmente questi mattoni in servizi”: 2 miliardi e 375 milioni in sei anni per il livello essenziale delle prestazioni sugli asili nido ovvero almeno 33 posti ogni 100 bambini entro il 2027 in ogni singolo comune italiano.

 “Superiamo il principio della spesa storica che offriva – ha sottolineato la ministra – molto a chi aveva gia’ molto e niente a chi non aveva niente. E’ uno straordinario passo in avanti’.

banner italpress istituzionale banner italpress tv