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San Cataldo. Marco Andaloro replica ad Alberto Maira: “Ritenere di avere lo scettro dell’interpretazione del pensiero cattolico è fuorviante; lo invito ad un confronto pubblico”.

Redazione 1

San Cataldo. Marco Andaloro replica ad Alberto Maira: “Ritenere di avere lo scettro dell’interpretazione del pensiero cattolico è fuorviante; lo invito ad un confronto pubblico”.

Mar, 19/10/2021 - 17:14

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SAN CATALDO. Riceviamo e pubblichiamo comunicato di Marco Andaloro in replica al comunicato ricevuto e pubblicato stamani da parte di Alberto Maira di Alleanza Cattolica dal titolo”Un cristiano può votare schieramenti che propongono gender, aborto, eutanasia, disegno di legge Zan, utero in affitto?”.

“Ero consapevole che il consenso straordinario ottenuto una settimana fa mi avrebbe esposto a critiche, ma la macchina del fango di tipo Salviniano che si è scatenata è oscena. Finché si trattava dei soliti attacchi del tipo: porto gli immigrati a Pizzo Carano, ho interessi in un centro profughi, ho scarpe da 800 euro, il rolex e la Mercedes, cadeva lì tra il sorriso e la pena.

Vedere però il mio nome in un comunicato di Alleanza Cattolica che mi attacca e invita i cattolici a non votarci, mi obbligano a un momento di riflessione. Credo che la questione politica e religione sia particolarmente delicata, da una parte perché invade una sfera intima e privata della persona umana, dall’altra perché vengono strumentalizzati con fini politici temi etici e morali non facilmente trattabili in poche righe.

Invito per questo già da subito il sig. Maira, che non conosco se non per voce di popolo quale mentore di Alessandro Pagano, a un confronto pubblico sul tema cattolici e politica. Se vuole può invitare anche l’onorevole, che sta contribuendo alla diffusione di visioni distorte della realtà, giusto perché il rischio di passare da mentore a scrivano è breve.

Preme però sottolineare fin da subito due aspetti. Il primo riguarda la matrice politica. Io, a differenza vostra, sono nato nel 1990, il muro di Berlino era già caduto e tanto il PCI quanto la DC hanno ceduto il passo ai diversi partiti quando ancora non ero entrato alle elementari. Faccio però politica da 15 anni e non solo come erede di uno dei fondatori della DC, Michele Andaloro, ma come appassionato ho approfondito le visioni di tanti uomini dell’uno e dell’altro schieramento, non a caso al mio primo Consiglio Comunale ho citato Aldo Moro e Peppino Impastato.

Siamo la generazione post ideologica, che ritengo abbia acquisito il meglio di diverse culture politiche e forse per questo non ci comprendete e dovreste fare un passo di lato per far amministrare chi sa interpretare i nostri tempi. E le vittorie di questi giorni dimostrano proprio questo. Perché forse non glielo hanno detto, ma arriva in ritardo, quegli schieramenti sono stati già premiati dai cittadini in tutta Italia e a San Cataldo il PD è primo partito, i suoi primi tre consiglieri i più votati della città (giusto per precisione il dato comprende anche le civiche di destra, di centro, di sinistra, i partiti e le coalizioni)

Il secondo punto riguarda il merito del comunicato. Al V Convegno della Chiesa italiana papa Francesco dice “La nazione non è un museo, ma un’opera collettiva in permanente costruzione in cui sono da mettere in comune proprio le cose che differenziano, incluse le appartenenze politiche o religiose”.

Ritenere di avere lo scettro dell’interpretazione del pensiero cattolico lì dove vi trovate, nell’estremismo della destra che professa anzi politiche anti cristiane, è fuorviante. E non sarebbe neanche la prima volta considerata l’esperienza di consenso al regime fascista dell’alleanza cattolica. Riporto gli appunti di De Gasperi a tal proposito: “ho pianto e sofferto. Mi auguravo il carcere piuttosto che assistere a tanta vigliaccheria. Insegnare a stare in ginocchio va bene, ma nell’educazione clericale dovrebbero apprendere anche a stare in piedi”.

Proprio sulla base di questa frase rinnovo l’invito a un confronto. Non siamo quelli che stringono le mani davanti alle chiese, che si battono il petto ma dimenticano gli ultimi, noi siamo quelli che professiamo con la vita quei valori che dimenticate nella vostra azione politica”.

Marco Andaloro

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