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Coronavirus, il ministro Boccia: “Se apriamo a Natale, ci sarà terza ondata”

Redazione

Coronavirus, il ministro Boccia: “Se apriamo a Natale, ci sarà terza ondata”

Dom, 29/11/2020 - 09:33

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Coronavirus, il ministro Boccia: “Se apriamo a Natale, ci sarà terza ondata”

“Far uso della massima responsabilità durante le feste ci farà intravedere la via d’uscita”, secondo il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia che parla ad Avvenire ed esclude per Natale eccezioni al coprifuoco: “Con questi numeri è impensabile, lo pagheremmo con la terza ondata”.

“Sarà un Natale diverso. I tempi purtroppo non li detta la nostra volontà, ma l’esigenza di tenere in sicurezza l’Italia. Dobbiamo evitare assolutamente la terza ondata e in primavera buona parte della popolazione sarà avviata al vaccino. Ma per queste feste la parola d’ordine è: massima prudenza”. “È possibile” riportare tutte le regioni al giallo prima di Natale, aggiunge Boccia, “ma non significherà liberi tutti. Il famoso indice Rt indica una tendenza, ma i valori assoluti ci dicono che il virus circola, va tenuto sotto controllo. E poi, l’attenuazione parziale delle misure non significa attenuare anche la prudenza. Anzi, meno restrizioni ci sono, più cauti bisogna essere”.

E sulla frase criticata della nascita di Gesù, Boccia dice: “Quella frase da me pronunciata, durante un incontro riservato di lavoro, concerneva il coprifuoco. Qualcuno l’ha resa pubblica per scatenare la polemica. E di questo mi rammarico. Si parlava del coprifuoco alle 22 anche la notte del 24 per un semplice motivo: se fai una deroga, l’impatto non deriva da chi va a Messa osservando scrupolosamente le regole, ma su chi, approfittando della deroga, fa altro. Era una frase esemplificativa, come tante che si dicono nelle riunioni operative. Ma il tema erano i divieti. Che restano: non possiamo permetterci allentamenti, non si rischia con la salute delle persone. Ho citato ad esempio il Papa a Pasqua, la festa più importante per noi cattolici. E voglio dire che questo comportamento della Chiesa non significa sottomissione alle leggi dello Stato, ma collaborazione per il bene comune. La trovo una cosa di un’importanza straordinaria”.