Salute

Claudio Fava: “I siciliani hanno il diritto di sapere quanti posti letto dispongono le strutture sanitarie nell’Isola”.

Redazione 1

Claudio Fava: “I siciliani hanno il diritto di sapere quanti posti letto dispongono le strutture sanitarie nell’Isola”.

Sab, 21/11/2020 - 11:00

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Claudio Fava: “I siciliani hanno il diritto di sapere quanti posti letto dispongono le strutture sanitarie nell’Isola”.

“I siciliani hanno il diritto di sapere quanti sono i posti letto realmente disponibili nelle strutture sanitarie dell’isola. Alle ricognizioni effettuate dai sindacati, dalle quali emerge il sostanziale scostamento tra i posti indicati sulla carta e quelli realmente operativi, si aggiunge oggi la notizia di pressanti e pesanti sollecitazioni dell’assessorato regionale verso le strutture sanitarie a “caricare” i dati sui posti letto.

A sostenerlo con forza è stato il presidente della Commissione Regionale Antimafia, l’on. Claudio Fava.

“Una sollecitazione brutale – prosegue – stando alle parole del dirigente regionale La Rocca, riferite questa mattina dal quotidiano “La Sicilia”: “Non sento cazzi! Perché oggi faranno le valutazioni e in funzione dei posti letto di terapia intensiva decideranno in quale fascia la Sicilia risiede!».

Una riflessione forte, la sua: “Che vuol dire? – prosegue – Che occorreva caricare sul sistema di tracciamento nazionale anche posti letto che non esistono? Che bisognava dare per operativi anche quelli ancora sforniti del personale medico necessario ad una terapia intensiva? Stiamo alterando la realtà per evitare di finire in zona rossa? E tutto questo sulla pelle dei siciliani? Chiediamo al Ministero di inviare i propri ispettori in Sicilia per verificare quale sia la reale fotografia sulla capacità di tenuta del nostro sistema sanitario”.

Secondo Fava: “È inammissibile pensare che la salute dei siciliani sia stata oggetto di menzogne e di baratti, come purtroppo ci confermano non solo le denunzie del sindacato dei medici ma anche i gravi casi che stanno emergendo ovunque di reparti ancora non attivati, da Barcellona Pozzo di Gotto dove – conclude – i macchinari giacciono inutilizzati in una magazzino, a Petralia dove il raggiungimento degli obiettivi dichiarati non sarà possibile prima di diverse settimane, o al Policlinico di Messina da cui giungono notizie allarmanti e verificate che contraddicono le rassicurazioni dell’assessore Razza.”