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Rassegna Stampa. «Non mi infastidisce il 91° posto, ma la critica rivolta per interposta persona»

Lino Lacagnina - La Sicilia

Rassegna Stampa. «Non mi infastidisce il 91° posto, ma la critica rivolta per interposta persona»

Mar, 07/07/2020 - 10:15

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Rassegna Stampa. «Non mi infastidisce il 91° posto, ma la critica rivolta per interposta persona»

Roberto Gambino dissimula la delusione, ma reagisce e si dichiara pronto a fare tesoro dell’esito del sondaggio pubblicato dal “Sole 24 Ore” che lo colloca al 91° posto della classifica nazionale formulata in base al grado di apprezzamento dei cittadini nei confronti dei rispettivi sindaci. «Se per essere graditi ai propri concittadini – dice con chiaro riferimento al collega di Messina Cateno De Luca, risultato 2° in graduatoria – occorre fare le… sceneggiate, io non ci sto. Sono una persona seria che governa il Comune di Caltanissetta impegnandosi al massimo e per il bene comune. Dietro di me in graduatoria trovo Leoluca Orlando (Palermo) e Salvo Pogliese (Catania), personaggi che hanno sicuramente molta più esperienza politica di me. Se vogliamo poi parlare dei sindaci 5Stelle, diciamo che mi colloco in posizione migliore rispetto a Chiara Appendino (Torino) e a Virginia (Raggi).

La collocazione così in basso dei sindaci pentastellati mi induce a pensare che, con il nostro agire proiettato a creare discontinuità con il passato, risultiamo poco graditi a chi vorrebbe che, per proprio tornaconto, le cose non cambiassero mai». Dice comunque non essere risentito con chi oggi lo sta giudicando negativamente. «Ciascuno è libero di esprimere il proprio “sentiment” – dice Gambino – i conti li faremo alla fine del mio mandato. Io intanto vado avanti per la strada già intrapresa, mettendo ordine in tutti quei settori in cui altri non sono riusciti. Certo, prendo il risultato di questo sondaggio come uno stimolo per fare ancora meglio, magari fermandomi a riflettere per valutare tutto ciò che ho fatto in tredici mesi. Una cosa che mi sta dando fastidio? Le frecciate velenose che mi vengono rivolte per interposta persona, mettendo in bocca ad altri ciò che non si ha il coraggio di dire a viso scoperto».