Caltanissetta, 06 maggio 2026 — Ci sono passaggi che non hanno bisogno di essere collocati in un giorno preciso. Accadono e basta, e lasciano un segno. Le firme apposte dai ragazzi coinvolti nel progetto della Cooperativa Sociale ConSenso appartengono a questa categoria: un gesto semplice, silenzioso, ma capace di raccontare molto.Nella stanza di lavoro ognuno è arrivato con il proprio ritmo. Sul tavolo, un foglio e una penna. C’era chi aveva portato la propria da casa, chi l’ha ricevuta da un compagno. Un gesto minimo, ma sufficiente a restituire un clima di collaborazione naturale. Le firme sono arrivate una dopo l’altra: decise, lente, attente. Ognuna diversa, ognuna autentica.Quel gesto segna l’avvio di un tirocinio di undici mesi a L’Arte dei Primi, il pastificio etico e artigianale di San Cataldo. Un percorso reso possibile dal sostegno della Fondazione Intesa Sanpaolo, che permette di trasformare un cammino educativo in un’opportunità concreta di crescita personale e professionale per giovani con autismo e con disabilità psichica. Ai tirocinanti sarà riconosciuta un’indennità di partecipazione mensile.Nel laboratorio il lavoro quotidiano restituisce con chiarezza la sostanza di questo progetto. Si osservano mani che impastano con attenzione, movimenti che si ripetono fino a diventare gesti sicuri, sguardi che seguono il ritmo del compito. I ragazzi si affiancano, osservano, provano, riprovano. La pasta prende forma, si trasforma da impasto informe a prodotto finito, rendendo visibile il risultato del proprio impegno.Accanto a loro, presenze discrete sostengono senza invadere: un gesto che orienta, una parola che chiarisce, un tempo modulato in base alle necessità. Il clima di lavoro è ordinato, riconoscibile, costruito perché ogni passaggio sia leggibile e accessibile. Anche i momenti più silenziosi — l’attesa, la concentrazione, la cura nel ripetere un gesto fino a farlo proprio — diventano parte del percorso.Nel dibattito pubblico sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità psichica si parla spesso di normative, riforme, progetti. Meno spesso si racconta cosa accade quando un luogo di lavoro prova davvero a diventare accessibile. L’esperienza dell’Arte dei Primi nasce per colmare questa distanza. Preparare pasta fresca, ma anche quella essiccata, non è un’attività “semplice”: è un contesto leggibile, strutturabile, prevedibile. Per molti ragazzi significa riconoscere il ritmo, comprendere il compito, vedere il risultato.Nulla, però, funziona da solo. Il team di ConSenso ha ripensato tempi, spazi, comunicazione, modalità di affiancamento. In alcuni casi ha rallentato, in altri semplificato, in altri ancora sostenuto in modo più costante. È questo l’accomodamento ragionevole: non un favore, ma la condizione che rende possibile l’accesso al lavoro.Accanto ai ragazzi, le famiglie hanno seguito il momento con partecipazione intensa. Orgoglio, consapevolezza, timori: tutto presente, tutto legittimo. Per molti, quella firma ha rappresentato un passaggio simbolico, l’ingresso in un contesto che riconosce le differenze e costruisce percorsi individualizzati.«L’inclusione non si dichiara: si costruisce — afferma lo staff della Cooperativa ConSenso —. E si costruisce ogni giorno, con scelte concrete, senza selezionare chi è già pronto, ma accompagnando ciascuno a partire dal proprio punto di partenza».In Sicilia, dove il tema dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità psichica è particolarmente urgente, questa esperienza mostra che un modello diverso è possibile. Ma richiede stabilità, competenze, rete. Richiede di superare la logica dell’evento per costruire un sistema.Le firme segnano l’inizio di un nuovo cammino, costruito passo dopo passo insieme a chi ogni giorno accompagna questi ragazzi, sostenendoli mentre avanzano verso un futuro possibile.
Disabilità psichica e lavoro, con L’Arte dei Primi di San Cataldo prende forma un modello di inclusione reale
Mer, 06/05/2026 - 17:08
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