Centro storico di Caltanissetta e Patrimonio minerario della Sicilia Centro-Meridionale nella “Mappa del Recupero” prevista dalla legge di bilancio_2020

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Nota stampa di Italia Nostra Regione Sicilia.

Nella legge di bilancio recentemente approvata dal Parlamento è stata prevista l’istituzione di un fondo per creare la “Mappa del Recupero”, ovvero la catalogazione toponomastica che consentirà di identificare e classificare migliaia di beni e siti culturali in stato di abbandono. Italia Nostra esprime soddisfazione per questa iniziativa e già da subito, nello spirito di sussidiarietà previsto dall’art. 118 della Costituzione, mette a disposizione della pubblica amministrazione la propria “Lista Rossa dei beni culturali in pericolo”: la mappa georeferenziata e classificata dei beni segnalati dai soci di Italia Nostra su tutto il territorio nazionale attraverso un’applicazione facile e duttile che potrebbe essere presa a modello per la futura “Mappa del Recupero”. (vedi https://www.italianostra.org/le-nostrecampagne/la-lista-rossa-dei-beni-culturali-in-pericolo/) Allo stesso tempo resta in attesa di leggere i decreti attuativi per comprendere come opererà concretamente la “Mappa del Recupero” anche in rapporto con la preesistente “Carta del Rischio”, messa a punto dall’Istituto Superiore per la Conservazione negli anni ’90 del secolo scorso. La “Carta del Rischio” è un sistema informativo territoriale di supporto scientifico e amministrativo agli Enti statali e territoriali preposti alla tutela del patrimonio culturale che ha avuto però scarsi fondi per operare, pur essendo uno strumento molto importante per tutelare i beni culturali. Sull’esempio positivo del progetto “Vincoli in rete”, l’applicazione informatica di consultazione e gestione degli atti di tutela dei beni culturali, Italia Nostra considera la creazione di banche dati facilmente consultabili e che dialoghino tra loro, uno degli strumenti più importanti per la gestione razionale ed efficace delle risorse a disposizione per la tutela. Pertanto, esprimendo gratitudine al Parlamento per avere inserito questo provvedimento nel bilancio, l’Associazione si augura che la “Mappa del Recupero” possa essere uno strumento facilmente consultabile e integrabile con altre banche dati.

Dal 2015 il “Centro storico di Caltanissetta” (https://www.italianostra.org/centro-storico-di-caltanissettasegnalazione-per-la-lista-rossa-2/) e il “Patrimonio Minerario della Sicilia Centro-Meridionale” (https://www.italianostra.org/patrimonio-minerario-della-sicilia-centro-meridionale-segnalazione-per-lalista-rossa-2/), su segnalazione del presidente regionale di Italia Nostra Sicilia Leandro Janni, fanno parte della “Lista Rossa” di Italia Nostra. Adesso potrebbero far parte della “Mappa del Recupero” prevista dalla legge di bilancio.

SCHEDA – Centro Storico di Caltanissetta Indirizzo/Località: Centro Storico di Caltanissetta Tipologia generale: centro storico Tipologia specica: nucleo urbano Congurazione strutturale: La città sorge fra tre colli (Sant’Anna, Monte San Giuliano e Poggio Sant’Elia) che, disposti ad arco, formano una conca entro la quale si sviluppa parte del centro storico e tutti i quartieri meridionali Epoca di costruzione: dal VII secolo a.C. Uso attuale: centro abitato Segnalazione: del 29 dicembre 2015 – Leandro Janni presidente Consiglio Regionale Sicilia Italia Nostra – sicilia@italianostra.org Motivazione della scelta: La storia di Caltanissetta è lunga e complessa: indigeni, greci, romani, bizantini, arabi, normanni, aragonesi, catalani, borboni si sono succeduti nel cuore dell’Isola, lasciando testimonianze architettoniche e urbanistiche significative, ancora leggibili. Gli anni successivi all’unificazione d’Italia furono caratterizzati da una grande prosperità economica. Anni legati all’intensa attività estrattiva nelle miniere di zolfo. La città cresce e, tra Ottocento e Novecento, realizza gli edifici più importanti, ridefinisce la propria struttura amministrativa e urbanistica, accoglie nuovi abitanti. Dagli anni Sessanta in poi, Caltanissetta si espande inesorabilmente, a macchia d’olio, sul territorio circostante, determinando di fatto l’abbandono degli antichi quartieri del suo centro storico. Oggi la situazione è grave, gravissima. Il patrimonio storico-abitativo è in disfacimento. Crolli, cedimenti si verificano sempre più spesso. Nessuna amministrazione, tra quelle succedutesi dagli anni Sessanta ad oggi, è stata in grado di elaborare e portare a compimento un progetto organico di recupero del centro storico. Una responsabilità pesante.

SCHEDA – Patrimonio Minerario della Sicilia Centro-Meridionale Indirizzo/Località: province di Caltanissetta ed Enna Tipologia generale: archeologia industriale Tipologia specica: miniere Congurazione strutturale: paesaggio minerario della Sicilia Centrale – altopiano collinare Epoca di costruzione: sec. XIX e XX Comprende: strutture ex minerarie e paesaggio geo-minerario Uso attuale: abbandono dell’attività tra il 1970-’80 – strutture abbandonate Uso storico: attività estrattiva Segnalazione: del 29 dicembre 2015 – Leandro Janni presidente Consiglio Regionale Sicilia Italia Nostra – sicilia@italianostra.org Motivazione della scelta: Per decine di anni, tra Ottocento e Novecento, le miniere di zolfo presenti nei territori della Sicilia Centro-Meridionale hanno pullulato di vita. Le miniere sono state veri e propri territori del lavoro, con migliaia di uomini impegnati, ricurvi dalla fatica, all’interno di gallerie anguste e buie, tra le polveri e il caldo umido del ventre della terra. Uomini capaci di trasformare l’economia di due grossi centri, Caltanissetta ed Enna (allora Castrogiovanni) e dei paesi vicini. Oggi, delle miniere di zolfo, oltre alle residue pensioni, rimangono gli impianti abbandonati, in rovina, muti, distorti relitti nella solitudine delle campagne. In un paesaggio prevalentemente spoglio, aspro, silente. Poco, pochissimo è stato salvato, recuperato, valorizzato Delle antiche “zolfare” ci parlano le opere letterarie, i documenti, le fotografie. Si tratta di quella parte dell’entroterra siciliano interessata a partire dai primi anni dell’Ottocento dallo sfruttamento minerario dello zolfo, durato sino agli anni 1970-’80, nell’ultima fase. Tale attività ha profondamente modificato, oltre che il paesaggio medesimo, anche la cultura e gli usi di questi luoghi, generando anche un discreto flusso migratorio all’interno dell’Isola. Il paesaggio minerario della Sicilia Centrale si snoda attraverso l’altopiano collinare che caratterizza queste terre, con emergenze geologiche di estremo interesse, per la presenza della serie Gessoso Solfera della Sicilia perfettamente visibile. Altre particolarità di carattere geografico e geologico sono il caratteristico fenomeno delle “puntare”, ovvero rocce calcaree dal profilo particolarmente appuntito che emergono isolate nel territorio, come pure le cosiddette montagne “tabulari”, ovvero costoni rocciosi di calcarenite, dal classico colore giallo ocra, di cui ben noti esempi sono la piattaforma sulla quale vennero edificati i templi di Agrigento, od anche la stessa città di Enna. I proventi dell’attività mineraria produssero spesso un discreto sviluppo urbanistico dei centri abitati prossimi alle miniere, come a Caltanissetta, dove tutto il volto della città di ne Ottocento è caratterizzato dalle dimore dei proprietari delle miniere. Le strutture rimaste, dopo l’abbandono dovuto alla cessazione dell’attività estrattiva, sono lasciate nella maggior parte dei casi all’incuria ed al vandalismo. Si rende necessaria una catalogazione delle strutture per il fatto che molte di queste, ormai assolutamente fatiscenti, nell’oblio generale, o nella inconsapevolezza, vengono demolite e/o occultate, spesso semplicemente per le consuete opere necessarie alla conduzione dei fondi agricoli presso cui molte sono ubicate. Infatti alla cessazione dell’attività mineraria gran parte di questo territorio è tornato alla sua originaria vocazione. Dopo la necessaria catalogazione si rende necessaria una pianificazione generale per avviare gli iter legati alla tutela, valorizzazione e messa in sicurezza delle singole emergenze. Si precisa che i siti minerari di Trabonella, Giumentaro e Giumentarello ricadono attualmente nella perimetrazione della Riserva Naturale Orientata Monte Capodarso e Valle dell’Imera Meridionale (gestita da Italia Nostra Onlus). Per la prima di queste miniere sono in corso interventi di recupero parziale da parte delle amministrazioni comunale e provinciale di Caltanissetta.

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