Neuroscienziato italiano: “Shumacher? Si sapeva fosse in stato di minima coscienza”

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    “In passato Schumacher è già stato descritto come in stato di minima coscienza, quindi dire che ‘è cosciente’ in realtà non dice gran che sulle sue condizioni, o sul fatto che questo nuovo intervento abbia in qualche modo migliorato la sua condizione. Solo il tempo risponderà a questa domanda”. A parlare con l’Adnkronos Salute è il neuroscienziato italiano Martin Monti, in forze all’università della California di Los Angeles (Ucla), dove dirige un laboratorio di ricerca focalizzato proprio sui misteri del coma. Monti sta studiando una nuova tecnica in grado di far ‘ripartire’ il cervello di pazienti che sopravvivono al coma, ‘massaggiando’ l’area cerebrale dove dimora la coscienza. Con l’idea finale di mettere a punto un apparecchio che possa aiutare le persone in stato vegetativo o in minima coscienza a recuperare le facoltà cognitive. Nel primo paziente, un ragazzo di 25 anni che ha subìto un grave incidente stradale ed era in coma da 2 settimane, si sono avuti risultati incredibili: “Già il giorno dopo la prima stimolazione – aveva raccontato Monti all’Adnkronos Salute – mostrava molti più segni di facoltà cognitiva: muoveva ad esempio gli occhi a comando. Due giorni dopo capiva, ma non si esprimeva, se non con un ‘sì o no’ con la testa. La settimana successiva cercava già di camminare. Naturalmente questo recupero può accadere anche spontaneamente, è possibile che sarebbe comunque avvenuto. Proprio per questo stiamo raccogliendo più dati possibili”.

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