Sicilia: caos maggioranza, manovra al palo. Rivolta dell’antimafia 

0

PALERMO – Nulla di fatto all’Assemblea regionale siciliana. La seduta di oggi doveva segnare l’avvio dell’esame della finanziaria, ma resta impantanata in Commissione bilancio. Tutto rinviato al 15 alle 16.30. Alle 15 dello stesso giorno e’ in programma la conferenza dei capigruppo. Resta il fatto che la tabella di marcia dei lavori per l’approvazione della manovra economica e’ saltata e si fa sempre piu’ concreta l’ipotesi del prolungamento dell’esercizio provvisorio in scadenza a fine mese. “Il presidente Musumeci voleva approvarla fra Natale e Capodanno, ma la manovra e’ stata sabotata dai suoi stessi assessori con la presentazione di emendamenti approvati nelle commissioni di merito che, insieme con quelli dei deputati di maggioranza, prevedono circa 100 milioni di spesa”, ha detto il capogruppo Pd all’Ars Giuseppe Lupo.
“Domenica prossima la giunta approvera’ il disegno di legge sul collegato alla finanziaria e lunedi’ sara’ presentato all’Ars”, ha affermato l’assessore all’Economia Gaetano Armao. Il M5s ha contestato la mancata presentazione, del collegato che, secondo la riforma di contabilita’ pubblica prevista dal decreto 118 del 2011, deve essere esaminato contestualmente a bilancio e finanziaria. “Non ci interessa il collegato – ha detto Lupo – chiediamo di iniziare subito l’esame di una finanziaria che contenga riforme per i siciliani”.
Intanto, le associazioni antimafia sono sul piede di guerra dopo i tagli ai fondi. Una rivisitazione legislativa delle modalita’ di sostegno della Regione alle fondazioni e ai centri studi antimafia storici con la previsione di un finanziamento triennale al posto del “grande equivoco della Tabella H”, e’ chiesta dalle quattro storiche associazioni antimafia siciliane (Centro Studi Pio La Torre, Centro Studi Cesare Terranova, Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, Fondazione Gaetano Costa) che vogliono un incontro urgente a con governo e Ars. “Abbiamo chiesto di distinguere, con legge, per capitolo di spesa, le associazioni antimafia storiche, quelle culturali e sociali, di procedere con stanziamenti triennali per dare certezza di programmazione culturale e organizzativa”, spiega Vito Lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre, “le attuali modalita’ con bandi aperti a una moltitudine di enti con interessi e obiettivi diversi crea grosse difficolta’ di finanziamento ai soggetti sottoscritti mettendone a rischio la stessa esistenza”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here