PALERMO – “Sono i responsabili dell’arrivo di decine di migranti irregolari sulla tratta Tunisia-Sicilia”. E’ questo il giudizio del gup del Tribunale di Palermo Annalisa Tesoriere che, al termine di un lungo procedimento, ha condannato sei persone per immigrazione clandestina. In sei invece sono stati assolti. Tutti erano stati arrestati nell’aprile 2017 nell’ambito dell’operazione “Scorpion Fish” coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Il capo dell’organizzazione e’ stato individuato in Jabranne Ben Cheikh, 29 anni, condannato a 7 anni e 4 mesi; stessa pena e’ stata inflitta a Chiheb Hamrouni (difeso dall’avvocato Fabio Sammartank), che lo scorso mese – dopo essere passato dal carcere ai domiciliari – e’ stato arrestato al confine di Ventimiglia mentre stava tentando di lasciare il paese illegalmente. A sei anni e 8 mesi sono stati, invece, condannati Tarek Ben Massoud, di 30 anni, e i marsalesi Salvatore e Angelo Allegra, fratelli, pescatori, rispettivamente di 55 e 49 anni. Tre anni e 4 mesi, infine, sono stati inflitti alla fiorentina Simonetta Sodi, 56 anni, compagna di Ben Cheikh. Assolti Mongi Ltaief, di 46 anni, difeso dall’avvocato Luisa Calamia, Anis Beltaief, di 30, Hamadi El Gharib, di 43, Michele Graffeo, di 54, di Marsala, difeso da Salvatore Fratelli, Pietro Bono, di 64, di Menfi, e Giovanni Manoguerra, di 43, trapanese. Con la sentenza di condanna il Gup Tesoriere ha disposto anche la confisca di tre autovetture, di oltre 16 mila euro sequestrati a Hamrouni Chiheb mentre sono stato restituiti il peschereccio sequestrato a Salvatore Allegra e 19 mila euro all’epoca sequestrati a Ltaief Mongi.
di Redazione 1
Ven, 10/07/2026 - 07:10

