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Mafia, Gdf confisca beni a Palermo per 40 milioni di euro

Redazione

Mafia, Gdf confisca beni a Palermo per 40 milioni di euro

Dom, 23/12/2018 - 10:36

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PALERMO – I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, coordinati dalla Procura della Repubblica di Palermo, hanno eseguito la confisca di beni e proprietà per 40 milioni di euro. Secondo gli investigatori delle Fiamme gialle sono investimenti della mafia corleonese nelle societa di distribuzione del gas, disposta su numerosi beni mobili e immobili, aziende, disponibilita finanziarie, contanti e preziosi, in Italia, Spagna e Andorra (EE). Il decreto di confisca è stato disposto nei confronti di Maria D’Anna, 72 anni; e delle figlie Monia Brancato, 45; Antonella Brancato, 36; rispettivamente, vedova e figlie di Ezio Ruggero Maria Brancato, (deceduto nel 2000), ex funzionario della Regione Sicilia fino al 1981; che aveva effettuato nel corso degli anni investimenti in alcune imprese palermitane, coinvolte, a partire dagli anni ’80 – si spiega in una nota – nel complesso processo politico imprenditoriale che ha portato alla realizzazione della rete di metanizzazione in Sicilia, nonchè ai profitti derivanti dalla loro gestione e successiva vendita, avvenuta nel gennaio 2004, a favore di una multinazionale spagnola, per un valore di oltre 115 milioni di euro, di cui oltre 46 milioni rappresentavano il profitto della cessione delle quote pagato alle tre donne.

Il signor Ezio Ruggero Maria Brancato era socio di sei società ritenute sotto il controllo dei noti esponenti mafiosi Vito Ciancimino e Bernardo Provenzano. Le numerose e convergenti propalazioni di collaboratori di giustizia e di atti riguardanti le imprese interessate hanno evidenziato la contiguita di Brancato e dei suoi eredi a Cosa Nostra, attraverso le partecipazioni dagli stessi. In particolare, i diversi collaboratori di giustizia hanno riferito che il gruppo in questione era un’espressione di Vito Ciancimino, che era – scrivono i giudici del Tribunale – “l’interfaccia dei noti Riina Salvatore e Provenzano Bernardo”. Si ricorda poi che per questo si era proceduto al sequestro dei beni nella disponibilita di Massimo Ciancimino. Il frutto della maxi operazione di vendita delle societa del Gas è stato quindi reinvestito in società, mobilità finanziare, ma soprattutto in immobili di grande pregio a Palermo (fra i quali spiccano un intero palazzo con vista sul teatro Massimo, un attico sul Giardino Inglese, ed altri in via Dante o in zona Notarbartolo), in Sardegna (in Costa Smeralda nella nota Cala del Faro ad Arzachena) ed all’estero. Il lavoro di ricostruzione dei flussi finanziari ha consentito di individuare il patrimonio della famiglia Brancato in Spagna e quello detenuto nel Principato di Andorra, Paese con il quale e stata avviata dallo stesso Procuratore Capo di Palermo una cooperazione giudiziaria che ha aperto per la prima volta alla collaborazione attiva con l’Italia. Le attivita di indagine condotte dal Nucleo di P.E.F. di Palermo in collaborazione con lo S.C.I.C.O. della Guardia di Finanza, cui fa riferimento il provvedimento di confisca, rientrano nella strategia adottata dalla Procura della Repubblica di Palermo per rinvenire le ricchezze accumulate dalla mafia corleonese ed i soggetti a questa vicini negli anni, facendole cosi assumere al patrimonio dello Stato.

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