Catania, faida di San Cristoforo: 6 arresti, anche un nisseno

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CATANIA – All’alba di ieri, martedì 17 luglio, è scattata un’operazione della polizia di Catania contro sei uomini accusati di associazione per delinquere, furti, ricettazioni, evasione, tentato omicidio, lesioni gravi e porto illegale di arma comune da sparo. Si tratta di Angelo Sciolino, 31 anni,  Luciano Ricciardi, 28, Matteo Sciolino, 58, tutti e tre pregiudicati già detenuti per altra causa, Federico Rosario Cristaldi, 25, Salvatore Pietro Azzia, 30, Salvatore Giannavola di Caltanissetta, 40.

La sera dell’8 giugno 2016 il pregiudicato 42enne Sebastiano Musumeci è stato ferito in via Di Giacomo nel rione San Cristoforo, colpito alle spalle da un colpo d’arma da fuoco esploso da un killer mentre era a bordo di uno scooter. E’ stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele in condizioni molto gravi.

Durante la sparatoria era rimasto ferito anche un quindicenne raggiunto da un colpo d’arma da fuoco alla gamba destra mentre camminava lungo la stessa via in compagnia della madre e di altri conoscenti, tra i quali un bambino di 6 anni.

Cinque bossoli di pistola sono stati trovati in prossimità della casa di Angelo Sciolino, subito sospettato come colpevole: contro di lui vari elementi, come la sua presenza sul luogo dei fatti e la sua fuga immediatamente dopo l’agguato, ma anche i suoi rapporti con la persona Musumeci, che tramite Facebook avrebbe “offeso” la sua onorabilità familiare, le tracce di residui da sparo rilevate sugli indumenti e sul motociclo dell’indagato.

Peraltro nel corso delle indagini il 23 settembre 2016 il figlio minore di Musumeci, Salvatore, ha tentato di uccidere Sciolino, ferendolo al viso, agli arti inferiori e a quelli superiori con cinque colpi di arma da fuoco mentre transitava a bordo del proprio scooter in piazza Federico di Svevia. Pochi minuti dopo l’agguato i carabinieri hanno fermato il minorenne Salvatore Musumeci, trovato in possesso di una pistola di provenienza furtiva.

L’attività d’intercettazione ambientale e telefonica ha permesso inoltre di accertare che Angelo Sciolino era a capo di un gruppo criminale di cui facevano parte il padre Matteo, Ricciardi, Cristaldi e Azzia, tutti dediti a furti e alla ricettazione di auto nell’area metropolitana catanese, poi prevalentemente rivendute nella zona dell’Agrigentino al nisseno Giannavola.

La base era il quartiere di San Cristoforo. Il gruppo usava un linguaggio volutamente criptico per indicare le automobili da rubare. Ricciardi peraltro sarebbe anche evaso dagli arresti domiciliari cui era sottoposto. Per Cristaldi, Azzia Giannavola è scattato l’obbligo di dimora. (Fonte lasiciliaweb.it)