ROMA – A oltre la meta’ degli utenti di internet italiani e’ capitato di dare credito a notizie false circolate in rete (spesso al 7,4%, qualche volta al 45,3%, per un totale pari al 52,7%). La percentuale scende di poco, anche se rimane sempre al di sopra della meta’, per le persone piu’ istruite (51,9%), ma sale fino al 58,8% tra i piu’ giovani, che dichiarano di crederci spesso nel 12,3% dei casi. Per tre quarti degli italiani (77,8%) quello delle fake news e’ un fenomeno pericoloso. Soprattutto le persone piu’ istruite ritengono che le bugie sul web vengono create ad arte per inquinare il dibattito pubblico (74,1%) e che favoriscono il populismo (69,4%). Finendo con il determinare quasi un “avvitamento dell’informazione” tra fake news e post-truth. Lo dice il Censis nel suo 51^ Rapporto sulla situazione sociale del Paese. Rilevando al tempo stesso che gli italiani che leggono regolarmente i quotidiani a stampa per informarsi durante la settimana si sono ridotti al 14,2% nel 2017 (e ad appena il 5,6% tra i giovani). Al contrario, i social network hanno registrato una forte espansione anche come fonti di informazione: Facebook e’ utilizzato dal 35% degli italiani (e la percentuale sale al 48,8% tra i giovani). In effetti, nel giro di quindici anni le copie di quotidiani vendute giornalmente sono passate da quasi 6 milioni del 2000 a meno di 3 milioni nel 2016, con una perdita di oltre il 50%. Il mezzo d’informazione piu’ utilizzato dagli italiani (60,6%) resta il tg, poi ci sono i motori di ricerca su internet, come Google, che vengono utilizzati dal 21,8% della popolazione per informarsi, e YouTube (12,6%).
Il Censis nel suo Rapporto sottolinea anche la flessione nella lettura dei libri e gli squilibri di una ‘dieta mediatica’ povera di stampa. Se nel 2013 i lettori di libri a stampa erano il 52,1% della popolazione, oggi sono scesi al 42,9%. In aumento gli italiani che scelgono l’e-book: il 9,6% contro il 5,2% del 2013, anche se non e’ ancora abbastanza.
Nel 2006 ad avere una ‘dieta mediatica’ povera di stampa era il 33,9% degli italiani, mentre nel 2017 il dato e’ salito al 55,1%: significa – ammonisce il Censis, rimandando cosi’ ad altri ambiti – che si sta perdendo sempre di piu’ la capacita’ di decodificare un testo scritto che richiede dosi di attenzione prolungata nel tempo, esclusivita’ percettiva, consequenzialita’ logica. E questo si manifesta con ancor piu’ evidenza quando si considera che sono aumentate le persone che usano tutti i media, compreso internet, ad eccezione dei mezzi a stampa: sono passate in dieci anni dal 5,7% al 34,5% del totale. E a sostenere l’editoria in Italia sono soprattutto le donne, in particolare quelle piu’ istruite, con il 61,7% di lettrici diplomate o laureate

