di Anita Donisi – Viaggiare in bus da ragazzina mi piaceva molto, il bus era tra i mezzi preferiti perché mi trasmetteva il significato di viaggio unito al senso di libertà e di trepidante sorpresa che desideravo vivere durante il viaggio stesso sin dal suo inizio.
Quante volte scegliamo la destinazione del nostro prossimo iter, grazie ai racconti e alle storie e qualche aneddoto di altri viaggiatori? Con questo stesso animo inizio questo viaggio virtuale come fossi una “travelblogger” spinta dalla curiosità di incontrare persone, ascoltare le loro storie, che potrebbero ispirarci o esplorare luoghi che condividerò con voi.
Saranno tante varie e diverse queste storie,unica costante spero sarà il viaggiare in vostra compagnia.
Il primo a salire su questo autobus è un uomo che possiamo definire un “personaggio cross-mediale”, Mariano Sabatini. Alto, capello brizzolato, barba curata,espressione seria e sguardo attento che colpisce nonostante gli occhiali squadrati che fanno da filtro tra la realtà e i pensieri. Di quegli sguardi capaci di osservare e raccontare la realtà che lo circonda con acume ed equilibrio. Per lui, innamorato della lingua italiana, che sa usare e dosare sapientemente, che siano i panni dell’autore radiofonico e televisivo o quelli del temuto ed apprezzato critico, che in quel momento declini sé stesso come giornalista o scrittore, Mariano si muove con disinvoltura e padronanza da un ruolo all’altro,sempre. Nel suo vissuto l’ incontro importante, sia dal punto di vista umano che professionale, quello con Luciano Rispoli.
Arriva alla tv grazie all’intuizione di Rispoli, che ha ravvisato in quel giovane giornalista che era andato a intervistarlo doti di autore.
Così dal 1994 fino a luglio 1998, e poi nel 2001 e fino al 2005, Mariano Sabatini è tra gli autori dello storico ed amato talk show Tappeto Volante. Sabatini continua a collaborare con grandi network. Firma, inoltre, la riedizione di Parola mia: settanta appuntamenti su Raitre, per la quale ha avuto l’idea di scritturare, come partner di Rispoli alla conduzione, la scrittrice Chiara Gamberale.
In questo viaggio in bus, però ci soffermiamo a parlare della sua ultima fatica editoriale, “L’inganno dell’ippocastano”(Ed.Salani) che gli ha fatto conquistare la statuina del pegaso d’oro, il traguardo del premio Flaiano opera prima in questo 2017. Premio dedicato ai suoi due grandi amori, le sue figlie Flavia e Sofia.
“L’inganno dell’ippocastano” è il noir che ha anticipato le trame di mafia capitale e in qualche modo le ha superate. Di questo romanzo Maurizio de Giovanni ha detto: “Occhio perché Mariano Sabatini dimostra che il nero italiano è qualcosa di enorme”. Sabatini commenta: “Oggi è un gran giorno per me e per il mio primo romanzo, un riconoscimento di grande prestigio assegnato da una giuria di 100 lettori, che ringrazio uno per uno. D’ora in avanti Flaiano, con la sua dirompenza e originalità, sarà il mio nume tutelare”.
Ho letto questo libro. Dovreste farlo anche voi. Perché Malinvero, il protagonista di questo noir, conquista e seduce. Perché la storia è avvincente . Perché quando respiri quanto scritto e lo senti sulla pelle fino a restarne catturato non puoi fare altro che apprezzare. E da lettore comprendi quanto non sia la semplice maestria del giallista a conquistati, ma le emozioni che questo viaggio fatto di pagine e parole ti lascia. Così dopo avere viaggiato in sua compagnia ci svela che a gennaio uscirà il seguito, non ci resta che attenderlo alla nostRa prossima fermata. Il viaggio continua.
Anita Donisi

