PALERMO – Debutta martedì 7 marzo, alle 21.00, al Teatro Biondo di Palermo, Il casellante di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale, per la regia dello stesso Dipasquale, che firma anche le scene. Protagonisti dello spettacolo sono Moni Ovadia, disinvolto nel passare dal ruolo centrale del narratore a ruoli secondari come quelli della buffa mammana, del giudice e del barbiere, Valeria Contadino, intensa e dolente Minica, e Mario Incudine, al cui estro creativo si devono le incalzanti musiche di scena eseguite dal vivo con Antonio Vasta e Antonio Putzu. In scena anche Sergio Seminara e Giampaolo Romania. I costumi sono di Elisa Savi, le luci di Gianni Grasso. Repliche fino a domenica 12 marzo. Tratto dall’omonimo romanzo di Camilleri, pubblicato da Sellerio, e prodotto da Promo Music – Corvino Produzioni insieme al Teatro Carcano di Milano e al Comune di Caltanissetta.
Il casellante parla di una metamorfosi, che passa attraverso il dolore della maternita’ negata e della guerra, ma e’ anche una narrazione in musica divertita e irridente del periodo fascista nella Sicilia degli anni Quaranta. Lo spettacolo racconta la storia di Minica – in attesa di un figlio – e di suo marito Nino, della loro modesta vita nella solitaria casetta gialla accanto a un pozzo e a un ulivo saraceno, durante gli ultimi anni del fascismo. Nino, che nel tempo libero si diletta a suonare il mandolino, fa il casellante lungo la linea ferroviaria che collega i paesi della costa. La zona, alla vigilia dello sbarco alleato, si va animando di un viavai di militari e fascisti che, quasi presagendo la fine imminente, si fanno piu’ sfrontati. Una notte, mentre Nino e’ in carcere, colpevole di avere ridotto le canzoni fasciste a marce e mazurche con chitarra e mandolino, un evento sconvolgente travolge la vita di Minica.

